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| 29 marzo 2020, 20:20

Bonomo (Pd):"Regione valuti riapertura ospedale di Castellamonte ed ex Eremo di Lanzo per pazienti Coronavirus"

"Servirebbe una task force di medici volontari per rafforzare l’assistenza dei malati a domicilio"

Bonomo (Pd):"Regione valuti riapertura ospedale di Castellamonte ed ex Eremo di Lanzo per pazienti Coronavirus"

"La Regione valuti la riapertura dell’ospedale di Castellamonte e dell’ex Eremo di Lanzo per ospitare nuovi pazienti positivi al Covid-19 nel Canavese, nel Ciriacese e nelle Valli di Lanzo". La deputata del Pd, Francesca Bonomo, lancia un appello al presidente Alberto Cirio e alla Giunta. "Si potrebbe pensare ad un sopralluogo insieme ai tecnici della Protezione civile - prosegue la parlamentare canavesana - per capire come si possano riattivare nel più breve tempo possibile questi presidi, al fine di sgravare la pressione sulla rete ospedaliera dell’Asl To4. Sarebbe necessario individuare spazi adeguati piuttosto che riconvertire reparti ad hoc nelle case di riposo e di cura, come proposto in settimana dalla Regione stessa, dove tra l’altro i dipendenti lamentano la carenza di dispositivi di protezione individuale. Accolgo con favore dopo giorni di appello alla Giunta che si sia previsto un piano di prove seriologiche ai medici e infermieri non solo degli ospedali, ma anche ai pazienti e al personale delle Rsa. Chi risulterà positivo dovrà avere la possibilità di potersi curare ed essere sostituito dai primi medici che già nei prossimi giorni arriveranno in Piemonte grazie alle chiamate nazionali. Sarà poi necessario poter effettuare i tamponi anche sulla popolazione per riuscire a mappare e ad arginare i contagi. Il rischio, infatti, è che le persone positive infettino i loro familiari stando a contatto con loro".

La deputata di Barbania avanza poi una proposta "Servirebbe, come sta già accadendo in altre parti d’Italia in particolare in Emilia Romagna ed in Veneto, una vera e propria task force di medici volontari - conclude Bonomo - per rafforzare l’assistenza dei malati a domicilio. Non possiamo lasciare soli i medici di famiglia, che da troppo tempo lamentano la penuria di dispositivi di protezione individuale. L’obiettivo è evitare che si aggravino, al punto di necessitare di cure ospedaliere. Questa misura permetterebbe di anticipare e forse evitare eventuali aggravamenti alleggerendo così il carico degli ospedali e di contribuire a contenere la diffusione dell’infezione, vero obiettivo di questa fase epidemiologica, e sarebbe un tassello importante della nostra battaglia contro il contagio".

comunicato stampa

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