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Attualità | 22 gennaio 2021, 20:28

Reati digitali e maxirisse, il disagio giovanile nasce anche dallo stop allo sport. Spadafora: "Tra le privazioni che i ragazzi hanno vissuto con più dolore"

Il ministro dello Sport: "Servono iniziative mirate per far comprendere le conseguenze dei loro gesti e al contempo nel supportarli con progetti mirati una volta terminata la pandemia"

collage di immagini

Spadafora alla Camera: "Lo sport tra le privazioni che i ragazzi hanno vissuto con maggiore dolore"

Sono ormai all'ordine del giorno gli episodi di violenza che stanno coinvolgendo il mondo dei giovani, acuiti dalle difficoltà psicologiche dovute alla pandemia.

Intimidazioni via social, reati digitali, fino ad arrivare ad atti concreti come le maxi risse registrate in numerose città italiane.

Il ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha confermato gli effetti negativi sulla psiche dei ragazzi e delle ragazze dovuti dall'interruzione dell'attività sportiva, sottolineando il quotidiano confronto con il Comitato Tecnico Scientifico nel tentativo di accelerare il più possibile il ritorno in sicurezza all'interno di palestre, piscine e impianti.

"Bisogna far comprendere ai ragazzi - ha spiegato Spadafora - le conseguenze negative delle loro iniziative. Determinati episodi si stanno susseguendo con preoccupante regolarità ed è indubbio che, terminata la pandemia, sarà fondamentale riattivare la partecipazione dei ragazzi e riavviare le loro attività anche con progetti mirati. L'interruzione dell'attività sportiva è stata una delle restrizioni che i giovani hanno subìto con maggior dolore: oltre all'aspetto agonistico, specie nei paesi più piccoli, lo sport rappresenta un'importante testimonianza civile e sociale".

Lor. Tort.

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