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Cronaca | 03 luglio 2021, 15:45

Meloni e Marrone a testa in giù: manifesti shock in Barriera di Milano

La leader di Fratelli d'Italia e l'assessore regionale come Petacci e Mussolini

Manifesti

I manifesti apparsi in Barriera di Milano che raffigurano Marrone e Meloni come Mussolini e Petacci

"Marrone e Giorgia Meloni a piazzale Loreto c'è ancora tanto posto". E' la scritta riportata su alcuni manifesti che raffigurano, in un fotomontaggio, la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e l'assessore regionale Maurizio Marrone a testa in giù, con i volti dei due politici sostituiti a quelli di Claretta Petacci e Benito Mussolini.

I manifesti sono comparsi nella notte nel quartiere Barriera di Milano. "La scorsa notte, a Torino, sono apparsi questi manifesti raffiguranti me e l’assessore piemontese di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone appesi a testa in giù. Arriverà tempestiva la condanna di tali infamie da parte della sinistra? Attendiamo fiduciosi", scrive Meloni sui suoi profili social.

Le fa eco Marrone: "I centri sociali dell’estrema sinistra sanno che in una Torino amministrata da Fratelli d'Italia ci sarà tolleranza zero per la loro delinquenza. Per questa ragione cercano di avvelenare la campagna elettorale. Ma conosco Stefano Lo Russo e sono sicuro che questa immondizia faccia ribrezzo a lui come a noi. Ci confronteremo sui programmi per il risanamento ed il rilancio di Torino, le nostre uniche vere priorità".

Anche il candidato sindaco Paolo Damilano ha condannato il gesto, definendolo "l’ennesimo assurdo tentativo di usare la violenza da parte di chi non ha più alcun linguaggio a disposizione. E non a caso sono stati affissi in un quartiere come Barriera di Milano, che da anni ha intrapreso con successo il suo percorso di riscatto e di affrancamento dalla violenza e dall’illegalità". 

"La violenza - o il richiamo ad essa - nega di fatto qualsiasi posizione che voglia dirsi politica", ha scritto in un tweet la sindaca Chiara Appendino. "Simili espressioni non possono trovare spazio nello scambio di idee. Da parte mia e della Città, esprimo ferma condanna". 

La Digos ha avviato un'indagine sull'accaduto. 

Marco Panzarella

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