Movimento terra e agricoltura. Non cambia la vocazione di CNH Industrial, 180 anni di storia e dieci marchi controllati, anche in tempi di modernità: agricoltori e costruttori come interlocutori privilegiati, ma anche un futuro da scrivere. Anche a Torino, dove con 1200 dipendenti cresce l'attesa per l'inaugurazione del prossimo anno della sede Emea.
I lavori sono già pianificati e la costruzione inizierà a settembre: si troverà nell'area di Lungo Stura Lazio e sarà completato entro il 2023. " L'investimento - dice Carlo Alberto Sisto, neo presidente Emea di CNH Industrial - sarà tra i 5 e i 10 milioni di euro, anche alla luce dell'incertezza sui costi e le materie prime".
Due anni strategici
Fare il punto a giugno 2022, per il marchio che affonda le sue radici nel mondo Fiat, non è casuale. L'ultimo biennio, infatti, è stato piuttosto denso. E non solo per questioni socio sanitarie. "Il 2021 è stato un anno importante, soprattutto per l'acquisizione dell'americana Raven, una delle operazioni più importanti per noi - dice Sisto - mentre nel 2022 si è verificato la spin off di Iveco Group. Da quel momento ci siamo specializzati sull'off Road, mentre Iveco ha conservato i mezzi pesanti su strada".
Verso la fattoria intelligente (e trattori autonomi)
Raven, innanzitutto: l'azienda si occupa di tecnologie digitali e questo, spiega Sisto, "ci ha dato molto bello sviluppo di attività di coltura di precisione con la possibilità di collegare le macchine con Cloud e control room, fornendo aiuto e informazioni all'operatore". Il modello è quello della smart farm, dove ogni attività è regolata e modellata da calcoli precisi, tra geolocalizzazione e analisi del territorio. "Il trattore sarà sempre più autonomo, in grado di stoccare le balle di fieno e poi di raccoglierle".
A Torino batte il cuore dell'area Emea
Non per nulla l'agricoltura pesa per il 76% nel giro d'affari totale di CNH. E accanto a New Holland conta pure su marchi come Case, Steyr e altri ancora. "In termini di fatturato la zona EMEA pesa il 37%, quanto gli Stati Uniti. Ma a livello di volumi di macchine pesa molto di più", dice Sisto. A livello di lavoratori - su un totale di 37mila - il 40% è in zona EMEA, distribuiti su 16 stabilimenti. I centri di ricerca e sviluppo sono 10. Sono 4000 i dipendenti in Italia, su quattro stabilimenti (uno di questi proprio a Torino, appunto, oltre a Lecce, Jesi e Modena). A ottobre proprio Modena taglierà il nastro del centro di test dei trattori in maniera completamente virtuale. L'investimento sarà tra uno e due milioni di euro.
Obiettivo verde
Anche in questo settore, i mezzi su ruote puntano alla sostenibilità. Come con il trattore che va 100% a metano, oppure l'escavatore elettrico che si ricarica in un'ora, ma anche come confermano i dieci anni di premi e riconoscimenti di azienda attenta al green. "Sono vent'anni che ci impegniamo - dice Sisto - non certo solo ora che se ne parla molto. E ora stiamo sviluppando il trattore 100% elettrico. Per ora i vincoli europei al 2035 non ci coinvolgono, ma ci stiamo portando avanti", aggiunge Sisto.
I problemi causati dalla guerra in Ucraina
Per chi si occupa di agricoltura, in questo momento la guerra scatenata da Mosca sta creando non pochi problemi. "La crisi Ucraina è per noi un'emergenza soprattutto umanitaria - sottolinea Sisto - Ma dopo la semina in primavera e il supporto, logistico ed economico, fornito ai nostri dipendenti, oggi vogliamo essere vicini agli agricoltori ucraini per aiutarli nella raccolta. In Russia abbiamo interrotto qualunque attività di export: restano operativi solo gli uffici che non importano nulla, ma stanno al fianco degli agricoltori russi. Il sito produttivo che avevamo lì, che si occupava di assemblaggio, non opera più e i dipendenti sono al momento assunti, ma stanno a casa. In questo momento non esportiamo nemmeno un bullone in Russia".
"Non esportiamo più neppure un bullone in Russia"
A livello di fatturato, "non ci saranno effetti particolarmente influenti sul bilancio 2022 di CNH Industrial", conclude Sisto.
E sull'aumento dei costi delle materie prime e delle forniture, il presidente Emea sottolinea come "la ricerca dei componenti è la nostra sfida del momento, cerchiamo pezzi e allarghiamo la nostra rete di fornitori. Ma questo vuol dire che c'è domanda ed è comunque confortante: abbiamo ordinativi pieni fino al primo trimestre del 2023. Le prospettive per il settore agricoltura e per quello edilizia restano ancora positivi".















