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Economia e lavoro | 04 aprile 2026, 07:50

Una dolce Pasqua tutta alla piemontese, ma le aziende temono una "brutta sorpresa" per la crisi di costi ed energia

Felici (Confartigianato Piemonte): "La nostra regione è luogo di eccellenze culinarie, ma è difficile tramandare il saper fare alla manodopera e spaventa la guerra del Golfo per i costi delle materie prime"

Pasqua in Piemonte fa rima con sapori e tradizioni

Pasqua in Piemonte fa rima con sapori e tradizioni

La Pasqua, in Piemonte, fa rima con dolci e bontà tipiche. Soprattutto di matrice artigianale. Lo dice l'ultima rilevazione di Confartigianato Piemonte, che mette in luce l'attività di quasi tremila aziende. “Il Piemonte è da sempre luogo nel quale nascono e risiedono eccellenze culinarie, il nostro territorio conta quasi 4mila imprese nel settore dolciario e pasticcerie, delle quali circa 3mila sono imprese artigiane”, commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte.

Dop, Igp e Stg

Secondo le stime, le tavole degli italiani a Pasqua potranno godere dell’offerta di 24 prodotti piemontesi a marchio DOP, IGP e STG e di 344 prodotti agroalimentari, che tradizionalmente sono parte della produzione artigianale del periodo pasquale. A livello provinciale in Piemonte, l’artigianato guida il settore dolciario in modo capillare su tutto il territorio, oltre 4 pasticcerie e imprese del settore dolciario su 5 sono artigiane. Diminuiscono però le assunzioni: nell'anno appena passato sono state 840 contro le 1260 del 2024.

Difficile trovare manodopera

Il reperimento di manodopera qualificata è uno dei prerequisiti necessari per poter tramandare il “saper fare” artigiano e dare continuità e stabilità al comparto artigiano, quello dolciario a questo proposito - prosegue Felici -. La difficoltà di reperimento di lavoratori è tangibile e lo si può evincere dai dati, il territorio piemontese con più di due pasticceri e panettieri artigiani su tre, che risultano complicati da reperire, si posiziona al primo posto in negativo nella classifica per elevata difficoltà nel reperimento”.

Crisi energia

Ma la carenza di personale non è l’unica difficoltà che gli imprenditori artigiani del settore dolciario si trovano a dover fronteggiare, in un periodo di elevata densità produttiva e richiesta, come quello pasquale, incidono pesantemente l’innalzamento dei costi delle materie prime e dell’energia. Preoccupano le imprese del territorio le ripercussioni economico-commerciali causate dalla Guerra del Golfo. “Per i nostri imprenditori il peso dell’innalzamento delle materie prime è concreto, a febbraio 2026 si registra un rincaro del +17%, su base annua, per il cacao in polvere, del +12,9% per il caffè e del +6,8% del cioccolato. Si parla di aumenti sostanziali, non di cifre esigue, è necessario adottare misure di tutela per gli imprenditori, inoltre occorre sottolineare che questo affanno economico si riflette in modo diretto sui consumatori, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di pasticceria e gelateria registra un aumento del +3,1% su base annua”.

Massimiliano Sciullo

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