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Economia e lavoro | 25 luglio 2022, 07:00

Iran, nuovo slancio alla cooperazione con la Russia dopo la visita di Putin

Il presidente russo è stato a Teheran il 19 luglio per il vertice in “formato Astana” che ha visto Iran, Turchia e Russia discutere sulla pacificazione del conflitto siriano

Iran, nuovo slancio alla cooperazione con la Russia dopo la visita di Putin

Il presidente russo Vladimir Putin è stato a Teheran il 19 luglio per il vertice in “formato Astana” che ha visto Iran, Turchia e Russia discutere sulla pacificazione del conflitto siriano. A margine del negoziato vi sono stati i colloqui bilaterali fra i leader dei tre Paesi. Insieme al presidente iraniano Ebrahim Raisi e alla Guida Suprema Ali Khameini, Putin ha parlato di collaborazione finanziaria ed energetica, con un accordo ventennale fra Mosca e Teheran che potrebbe essere presto siglato a coronamento di molti mesi di trattativa. Il grande potenziale della cooperazione riguarda tra l’altro il “Corridoio Nord-Sud”, un percorso per gli spostamenti e per il trasporto di merci che parte dal Mar Baltico in Russia, arriva ai porti dell’Iran sul Mar Arabico e termina in India. All’Iran interessa spingere per il rafforzamento del fronte anti-americano: ha già fatto richiesta di entrare nei BRICS, mentre a settembre diventerà membro a pieno titolo dello SCO, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, organismo intergovernamento di Stati asiatici che tratta questioni di stabilità e sicurezza. Khameini ha detto che Iran e Russia devono essere sempre attenti contro “l’inganno occidentale” e che per commerciare fra loro devono poco per volta passare dal dollaro alle loro valute nazionali. Come riferisce il sito Strumenti Politici, la National Iranian Oil Company (NIOC) e la russa Gazprom hanno firmato un memorandum che vale 40 miliardi di dollari e che prevede la cooperazione per lo sfruttamento di giacimenti di gas naturale liquefatto e di petrolio. L’aiuto russo serve alla NIOC per ovviare alle difficoltà tecnologiche e logistiche provocate dalle sanzioni imposte da Washington e per aumentare quindi la produzione e l’esportazione delle risorse energetiche iraniane.

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