Cronaca | 27 settembre 2022, 09:03

Omicidio di Bruno Caccia, la Polizia confisca a Torrazza Piemonte un immobile dove vivevano i parenti di Rocco Schirripa

Il pregiudicato è stato condannato all'ergastolo per il delitto del procuratore. In azione anche carabinieri, vigili del fuoco e Municipale

villa sequestrata

Sgombero e confisca per un immobile in cui viveva ancora la famiglia di Rocco Schirripa, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Bruno Caccia

Il blitz è scattato questa mattina: gli uomini di Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco e Polizia Municipale sono entrati in azione per sgomberare un immobile che si trova a Torrazza Piemonte: si tratta di un'abitazione confiscata a Rocco Schirripa, affiliato alla ‘ndrangheta e attualmente detenuto in carcere con una condanna all'ergastolo per l'omicidio del giudice Bruno Caccia.

Nella casa vivono alcuni familiari di Schirripa, considerato vicino alla famiglia Belfiore e con un lungo curriculum criminale. Nel 2015, inoltre, a seguito di indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Torino, Schirripa è stato arrestato perché ritenuto responsabile dell’omicidio del procuratore della Repubblica Bruno Caccia, avvenuto a Torino il 26 giugno del 1983.

Per questo ora Schirripa sta scontando in carcere l'ergastolo, mentre Domenico Belfiore era già stato condannato alla stessa pena in quanto riconosciuto mandante, nel 1992.

Oggi, lo Stato ha vinto e le mafie hanno perso. Da questo momento è necessario mettere in campo tutte le forze necessarie per arrivare, al più presto, alla destinazione sociale di questa struttura. Sono passati anni dalla confisca definitiva, non possiamo perdere altro tempo. Ogni patrimonio mafioso è importante, ma non dobbiamo dimenticare che il proprietario di questa villa è stato riconosciuto colpevole per l’omicidio di Bruno Caccia. Dobbiamo aprire le porte di questo luogo alla cittadinanza. Lo dobbiamo alla memoria di Bruno Caccia”, ha commentato Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte.

redazione

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Federica Monello

Giornalista pubblicista, ascoltatrice vorace di musica, amante di tutto ciò che è cultura. Nasco e cresco in Sicilia dove da studentessa di Lettere Moderne muovo i primi passi nel giornalismo, dopo poco unisco la scrittura alla passione per la musica. Giungo ai piedi delle Alpi per diventare dottoressa in Comunicazione e Culture dei media e raccontare di storie di musica, versi, suoni e passioni.

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