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Cronaca | 20 novembre 2022, 07:01

La maratona di New York vista dagli occhi di una torinese: “L’età non è un limite” [INTERVISTA]

Elena Gennero, ex-pallavolista di Pinerolo, è stata una delle italiane presenti alla maratona e ci ha raccontato la sua esperienza. “C’è un tifo da stadio lungo tutto il percorso, il pubblico ti spinge dall’inizio alla fine”

La maratona di New York vista dagli occhi di una torinese: “L’età non è un limite” [INTERVISTA]

Dal Valentino e Piazza Castello a Central Park e Time Square: Elena Gennero è partita da Torino per tornare da New York con una medaglia al collo, quella che viene assegnata ai partecipanti che completano tutti e 42 i km della maratona.

Elena in passato ha giocato a livello agonistico a pallavolo, soprattutto con la Galup Pinerolo in serie A2. Oggi gioca con la sua squadra over 40 “Usato Garantito” con l’obiettivo di vincere gli europei Master in Finlandia, e ci ha raccontato dell’esperienza effettuata il 6 novembre, un giorno prima del suo cinquantacinquesimo compleanno.

Com’è stato correre la maratona di New York? È soddisfatta del risultato?

È andata molto bene, New York è la regina delle maratone ed è stato difficile soprattutto per una pallavolista poco abituata alle lunghe distanze. Ma il pubblico ti spinge, ti aiuta. È una maratona impegnativa, sono arrivata lì due giorni prima e il jet lag non aiuta a mangiare e riposarsi in modo adeguato. Durante la preparazione non si corrono più di 35 km circa, la maratona intera si fa per la prima volta direttamente in gara. Il mio obiettivo era di finire in 5 ore, ci ho messo 4 ore, 56 minuti e 12 secondi.

Nel 2020 la maratona è stata annullata per il Covid e lo scorso anno ci sono state molte limitazioni. Questa è stata l’edizione del ritorno alla normalità, si è percepito?

Sì, eravamo quasi 70 mila alla partenza, molti più dello scorso anno, si sentiva che è stato il primo anno senza restrizioni. Tutta la città è in fermento nei giorni della maratona, ti sostengono. C’è un tifo da stadio lungo tutto il percorso, hanno anche i cartelloni, ti incitano. Il giorno dopo ti fermano per strada e ti fanno i complimenti se vedono la medaglia al collo. Questo fa la differenza.

Durante la corsa si vede anche la città o la fatica è troppa?

Il percorso è su tutta la città ed è molto bello, si attraversano molti ponti che sono faticosi per la salita. Ero già stata a New York ma non avevo visitato tutti i quartieri.

Adesso che obiettivi ha? Altre maratone in programma?

Riprenderò l’attività nella mia squadra di volley over 40, vogliamo partecipare ai campionati europei Master, andremo in Finlandia a Tampere a giugno e puntiamo alla vittoria. Spero di non smettere di correre, voglio continuare ad allenarmi e partecipare a qualche altra maratona, magari di nuovo a New York o Berlino.

Com’è la preparazione per un’impresa del genere?

Serve un anno per prepararsi e fare molti sacrifici tra sonno e alimentazione ma poi la maratona ripaga tutto lo sforzo. La preparazione fa parte del pacchetto, è un peso ma anche un piacere. Il percorso per arrivare al risultato è bello, anche a livello introspettivo. La maratona era il mio sogno e all’inizio pensavo fosse un obiettivo troppo lontano, ma l’importante è iniziare. Voglio lanciare un messaggio alle persone: non è un ostacolo l’età, non è un vincolo, io ho compiuto 55 anni il giorno dopo la maratona. Sono una sportiva da tutta la vita ma proprio per quello ho avuto problemi per i legamenti usurati dalla pallavolo, ma non esistono ostacoli se c’è un obiettivo da raggiungere. Non bisogna rinunciare ai propri obiettivi e ritagliarsi del tempo per se stessi.

Francesco Capuano

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