Molti laboratori di informatica erano fermi nelle scuole torinesi, nonostante l'importanza dell'educazione digitale. La buona notizia è che sono ripartiti, grazie alla collaborazione tra Comune e Politecnico. Si tratta del progetto Open Scuola: iniziato nel 2013, si era fermato per la pandemia covid, e alcune scuole elementari e medie avevano progressivamente chiuso i loro laboratori a causa della mancanza di manutenzione.
Il supporto del Poli
Erano 53 i laboratori già realizzati, grazie al riutilizzo e alla rigenerazione di hardware dismessi di PC obsoleti, destinati allo smaltimento, e almeno una decina erano smantellati. A partire da quest'anno scolastico, con la ripartenza del progetto, il Politecnico ha fornito il supporto informatico necessario per l'installazione e la manutenzione dei PC, garantendo l’aggiornamento del software e la piena operatività dei laboratori nel tempo.
Le attività tecniche sono svolte da personale specializzato del Poli, coinvolgendo anche studenti e studentesse selezionati tramite borse di studio e assegni di ricerca. In questo modo, gli studenti vengono a contatto con esperienze "sul campo" e da parte loro possono interagire con gli insegnanti delle scuole e con gli alunni. Accanto al supporto tecnico, infatti, il progetto prevede un potenziamento delle attività di assistenza e formazione rivolte agli insegnanti, per accompagnare l’evoluzione dei metodi di insegnamento e apprendimento e promuovere un utilizzo efficace e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica.
Il coinvolgimento dei docenti
"Accogliamo a braccia aperte il confronto e la formazione offerta dal Politecnico - ha commentato Rosa Berardi, la dirigente dell'istituto comprensivo Leone Sinigaglia - Grazie a questo progetto già dal 2018 con la messa in piedi del laboratorio siamo riusciti ad avvicinare la scuola al mondo dell'informatica".
Per gli insegnanti è fondamentale poter mettere i propri studenti di fronte a PC funzionanti. "A nome del corpo docenti - ha raccontato Saverio Tremamunno, docente di matematica e scienze che si occupa anche dell'insegnamento di informatica nella scuola secondaria di primo grado Ada Negri - siamo molto soddisfatti di questo progetto. Per noi è importante avere a disposizione computer aggiornati e un supporto tecnico adeguato a disposizione. L'uso di software open source come Linux insegna ai ragazzi a muoversi su più sistemi operativi, e non a imparare soltanto com'è fatto Windows".
"Siamo felici di aver dato, con il supporto del Politecnico, nuovo impulso al progetto Openscuola – ha dichiarato Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –. Abbiamo fortemente voluto all'interno dei laboratori informatici non solo strumentazioni base utili alla comunità scolastica, ma anche e soprattutto dei software open source, per diffondere una cultura della condivisione e della trasparenza, stimolare autonomia e pensiero critico e contribuire a un’innovazione tecnologica più sostenibile e accessibile per l’intera comunità scolastica".
Come aderire
"Il coinvolgimento dei nostri studenti è fondamentale - ha commentato Marco Mellia, project manager del Politecnico - sia per dare loro l’opportunità di imparare sul campo, sia per le scuole che vedono ragazzi entusiasti, spesso loro ex allievi, dare supporto con entusiasmo. Openscuola è un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici che ci auguriamo prosegua e rafforzi le sinergie con il territorio".
Oltre ai laboratori attivi, numerose richieste sono già pervenute da parte di scuole del territorio. Le richieste di adesione al progetto sono raccolte e gestite dalla Città di Torino, tramite un apposito form (https://www.comune.torino.it/schede-informative/progetto-openscuola ).



















