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Economia e lavoro | 06 febbraio 2026, 07:00

Iniziano i Giochi Invernali di Milano-Cortina

Sono iniziati i Giochi Milano Cortina 2026, uno dei primi esempi di Olimpiadi “diffuse”, pensate per ridurre nuove costruzioni e sfruttare impianti già esistenti. Non si svolgono, infatti, in una sola città, ma su un territorio molto ampio che unisce Milano, Cortina d’Ampezzo e diverse località alpine tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Milano ospita le cerimonie e gli eventi indoor, come l’hockey su ghiaccio. Cortina, invece, torna protagonista dopo aver già ospitato le Olimpiadi invernali nel 1956, diventando la prima località italiana a farlo due volte. Per le discipline freestyle e lo snowboard, Livigno sarà uno dei poli centrali, mentre lo sci alpino maschile si svolgerà a Bormio, sulla pista Stelvio, considerata una delle più tecniche e impegnative del circuito mondiale

Queste Olimpiadi puntano molto sulla sostenibilità. Per questo, molti impianti sono temporanei o riadattati, e alcune gare si svolgeranno in sedi storiche già utilizzate in Coppe del Mondo e Mondiali, evitando la costruzione di nuove infrastrutture. Il villaggio olimpico di Milano, per esempio, è stato progettato fin dall’inizio per essere riconvertito in residenze universitarie dopo i Giochi.

Il logo dei Giochi è stato scelto tramite voto popolare online, un’altra novità per un’Olimpiade. Ha vinto “Futura”, un segno grafico essenziale in cui il tratto bianco rappresenta l'inclusione e la parità di tutti gli atleti, mentre la sua assenza di colore simboleggia la neutralità apartitica della manifestazione. A questo proposito, l’applicazione dell’ekecheiria, il Patto della Pace, sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La tregua olimpica avrebbe assunto un valore assai grande nel panorama politico tormentato di oggi, purtroppo al giorno d’oggi non non ha valore giuridico, non obbliga i governi, non prevede sanzioni e non comporta conseguenze concrete in caso di violazione.

Nell’antica Grecia era diverso. L’ekecheiria era una regola operativa. Serviva a garantire viaggi sicuri verso Olimpia e veniva fatta rispettare con multe ed esclusioni. Oggi, invece, la tregua è soprattutto simbolica e diplomatica. Resta un messaggio di cooperazione e un invito al dialogo, ma non è più un meccanismo di pace reale come all’origine dei Giochi.

Laura Graziano

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