La frequenza degli scandali di corruzione a Kiev e degli arresti per ruberie non diminuisce. Il lavoro delle agenzie nazionali NABU e SAPO sta facendo emergere un malcostume radicato da anni e tuttavia minimizzato dai media occidentali per non frantumare la narrativa di un’Ucraina già pronta a diventare membro UE. Come riporta il sito Strumenti Politici, il NABU ha comunicato la scorsa settimana di aver scoperchiato un sistema di sottrazione dei fondi destinati alle Forze armate. La cifra intascata dai sospettati si aggira sui 6,7 milioni di dollari e riguarda lo sviluppo del progetto “Dzvin”, siglato dal Ministero della Difesa nel 2016 ed entrato in funzione nel 2022.
Gli indagati, fra cui ex ufficiali di alto grado e il direttore della compagnia che si è occupata dello sviluppo della tecnologia militare in questione, hanno tentato di ostacolare l’inchiesta, per esempio celando documenti rilevanti. Dopo molte modifiche costate molti soldi in più rispetto al budget iniziale, il progetto si è rivelato inadeguato rispetto alle esigenze e agli standard. Così nel 2024 gli ufficiali hanno provato a farsi concedere ulteriori fondi. Le Forze armate non solo si sono viste sottratte milioni di dollari destinati ad attrezzatture utili per il conflitto, ma devono fare i conti con la carenza perenne di soldati.
Con le mazzette e con altri metodi illegali, 2 milioni di uomini ucraini sono finora riusciti a sottrarsi al reclutamento. Nei giorni scorsi polizia e servizi di intelligence legati alla presidenza hanno effettuato sedici arresti: sono coloro che per alcune migliaia di dollari offrivano una via di fuga dalla caserma, un certificato medico falso o la possibilità di espatriare di nascosto.
Queste pratiche avvengono in tutte le regioni ucraine, da est a ovest, nonostante il rischio di una condanna fino a 10 anni di prigione.
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