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Attualità | 17 febbraio 2026, 15:07

In macchina coi tassisti di Torino che protestano contro gli NCC: "Chiediamo solo il rispetto delle regole" [VIDEO]

Secondo la categoria, il problema è che i noleggi con conducente fanno concorrenza sleale non tornando in rimessa, come da regolamento

In macchina coi tassisti di Torino che protestano contro gli NCC: "Chiediamo solo il rispetto delle regole" [VIDEO]

A metà gennaio i tassisti sono scesi in strada per scioperare contro la concorrenza degli NCC, cioè i noleggi con conducente che non rispetterebbero le regole imposte alla categoria. "Primo Piano" è salito sul taxi di Roberto Rocco, amministratore delegato della Società Cooperativa Taxi Torino, che raccoglie 1470 tassisti in città, per capire le ragioni della protesta.

"Chiediamo solo il rispetto delle regole" dice Rocco, che spiega la differenza tra taxi e il servizio di noleggio con conducente, prenotabile facilmente da app come Uber e Bolt. "Facciamo due tipi di servizi diversi - commenta -. Il taxi è un servizio pubblico regolamentato dal Comune che rilascia le licenze. Il taxi ha raccolta di clientela indifferenziata, mentre il noleggio con conducente necessita di una prenotazione, deve partire dalla rimessa e poi va a prendere il cliente e alla fine deve rientrare in rimessa. Loro utilizzano le piattaforme multinazionali come Uber e Bolt per rimanere nei territori, con licenze emesse in comuni lontani da dove operano: è concorrenza sleale".

"Le tariffe sono regolamentate dei comuni - aggiunge - e spesso non subiscono aumenti per anni". Se alcuni auspicano la comparsa di Uber nel mercato dei trasporti italiano per l'aumento della concorrenza e l'abbassamento dei costi dei taxi e dei tempi di attesa, Rocco risponde che "Non avverrà perché Uber si basa sulla domanda, non ha prezzi fissi e con molta richiesta questi si alzerebbero".

Nell'intervista ha preso parola anche un altro tassista di Torino, Franco Melardi, che ha dichiarato: "Uber non si attiene alla normativa. Torino è la città più danneggiata tra quelle metropolitane perché ha 312 comuni che potrebbero emettere delle autorizzazioni. Bisogna coinvolgere sia il Governo che le amministrazioni locali, che mettano a disposizione i controlli".

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Francesco Capuano

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