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Economia e lavoro | 07 marzo 2026, 07:00

La guerra contro l’Iran fa perdere attenzioni all’Ucraina

Tra crisi nel Golfo e scorte esaurite, Kiev scivola in secondo piano: la strategia di Zelensky per restare rilevante agli occhi di Washington.

La guerra contro l’Iran fa perdere attenzioni all’Ucraina

Oggi l’Ucraina è un angolo lontano nei pensieri e nella solidarietà dei governi occidentali e dell’opinione pubblica. 

Almeno rispetto a quanto non fosse ancora pochi mesi fa, ma gli attacchi contro l’Iran e la sua risposta feroce hanno occupato completamente l’attenzione della nostra società. Come riporta il sito Strumenti Politici, gli impellenti problemi logistici ed energetici provocati dalle ostilità nel Golfo Persico hanno costretto i politici a impegnarsi nella loro soluzione, che non hanno ancora trovato. E in più non hanno abbastanza soldi e abbastanza armamenti per accontentare i bisogni della guerra contro Teheran e pure le necessità di Kiev. Gli alleati europei dell’Ucraina oggi non hanno mezzi a sufficienza per comprare col meccanismo del cosiddetto PURL tutti i materiali bellici targati USA desiderati da Zelensky. 

Comunque tanto il Pentagono non ne può dare in questo momento, perché missili e munizioni servono alle operazioni in Medio Oriente. 

Gli ucraini così hanno perso fiducia nell’Europa e nell’America, ma a Kiev devono fare buon viso a cattivo gioco. Zelensky si è quindi mostrato disponibile ad aiutare in tutti i modi USA e Israele nel conflitto. 

Non solo ha fatto dichiarazioni contro Teheran, unendosi al gruppo di coloro che condannano il regime. Ma ha anche offerto aiuto concreto per esempio con la diretta esperienza ucraina nel contrasto ai droni, proprio quelli di fabbricazione iraniana. 

Pare che siano interessati altresì diversi Paesi del Golfo, divenuti potenziali clienti di Kiev, ma si è ancora al livello di ipotesi. Non è sicuro che gli ucraini ne abbiano per sé e pure per gli altri, anche ammesso che questi ultimi paghino bene. 

Per adesso Zelensky deve farsi vedere volenteroso nel collaborare, per non irritare Trump e minimizzare le occasioni per prendersi le sue beffe e le sue sgridate, anche via social, come periodicamente avviene.








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