ANFFAS Piemonte, insieme ad AGCI Imprese sociali Piemonte, Confcooperative Federsolidarietà Piemonte, Legacoop Sociali Piemonte e Uecoop Piemonte, ha inviato oggi una nota congiunta al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e agli assessori regionali alla Sanità, Federico Riboldi, e al Welfare, Maurizio Marrone, per chiedere un chiarimento pubblico sul funzionamento delle commissioni di vigilanza e sulla sostenibilità del sistema dei servizi rivolti alle persone con disabilità.
La lettera richiama il rischio che criticità strutturali già note finiscano per tradursi in ulteriore instabilità per una rete di servizi essenziale per la vita quotidiana di molte persone e delle loro famiglie, cioè coloro che dipendono ogni giorno dalla continuità di questi servizi.
Nella nota, ANFFAS Piemonte e le Associazioni di rappresentanza delle Cooperative fanno riferimento alle recenti notizie comparse sugli organi di stampa per richiamare l’attenzione su una questione più ampia, che non può essere letta come un singolo episodio isolato. Pur non entrando nel merito delle singole vicende, viene segnalato come negli ultimi mesi si sia diffusa nel settore la percezione di un approccio ispettivo non sempre orientato alla soluzione dei problemi, quanto piuttosto alla rilevazione di rigidità e contestazioni amministrative che rischiano di aggravare la situazione di servizi già sottoposti a forti pressioni organizzative.
Secondo i firmatari, il nodo di fondo è chiaro: una difficoltà strutturale e conosciuta da anni, come la carenza di personale qualificato, rischia di essere trattata come se fosse una responsabilità circoscritta ai singoli gestori. È questo il punto che viene considerato più critico, perché può produrre un effetto paradossale, ovvero indebolire ulteriormente proprio quei servizi che ogni giorno sono chiamati a garantire assistenza, cura e continuità relazionale in contesti ad alta complessità.
Alla luce anche della Deliberazione della Giunta Regionale 24 marzo 2025, n. 36-932, che ha definito criteri e disposizioni per l’applicazione di deroghe temporanee e di modifiche finalizzate a garantire il soddisfacimento dei requisiti gestionali nei presidi residenziali e semiresidenziali socio-sanitari e socio-assistenziali, la difficoltà nel reperire educatori professionali, infermieri e operatori socio-sanitari, ricordano le organizzazioni, non è un problema nuovo né occasionale. Si tratta di una condizione strutturale, segnalata da tempo dagli enti gestori, dalle associazioni del settore e dagli stessi servizi pubblici, tanto da avere già determinato interventi normativi regionali di carattere derogatorio. In questo quadro, diventa necessario che anche l’attività delle commissioni di vigilanza si muova con equilibrio istituzionale e in coerenza con le condizioni reali in cui il sistema opera.
La richiesta che arriva alla Regione Piemonte non è quindi una richiesta di riduzione delle verifiche né di attenuazione delle garanzie. Al contrario, ANFFAS Piemonte e le centrali cooperative chiedono che la funzione di vigilanza continui a svolgere fino in fondo il proprio ruolo, ma dentro un quadro chiaro, coerente e capace di contribuire al miglioramento del sistema, non alla sua destabilizzazione.
Nella lettera si sottolinea infatti che la responsabilità pubblica di governo dei servizi per la disabilità non può ridursi a una funzione meramente ispettiva o sanzionatoria, ma richiede una visione programmatoria e di sistema, adeguata alla complessità dei bisogni e alla fragilità degli equilibri che tengono in piedi la rete dei servizi.
Per queste ragioni, ANFFAS Piemonte, insieme a AGCI Imprese sociali Piemonte, Confcooperative Federsolidarietà Piemonte, Legacoop Sociali Piemonte e Uecoop Piemonte, chiede alla Regione di chiarire pubblicamente l’indirizzo regionale sul funzionamento delle commissioni di vigilanza, affinché la loro attività sia coerente con l’obiettivo di garantire stabilità e continuità al sistema dei servizi; evitare che difficoltà strutturali e ampiamente note del sistema vengano trattate come responsabilità isolate dei singoli gestori; accelerare il percorso di confronto, già avviato, con le associazioni degli enti gestori, con le associazioni delle famiglie e con le rappresentanze del settore, per affrontare in modo strutturale la questione della carenza di personale e della sostenibilità dei servizi.
Solo un confronto stabile tra Regione, enti gestori e rappresentanze delle famiglie può dunque evitare letture semplificate di una materia che incide direttamente sulla vita delle persone. Quando un servizio viene messo in difficoltà o sottoposto a pressioni, le conseguenze più pesanti non ricadono soltanto sull’organizzazione del gestore, ma sulle persone che in quei servizi vivono o trovano risposte fondamentali e sulle famiglie che a quei presidi affidano ogni giorno una parte essenziale della propria tenuta.
È su questo terreno, concludono ANFFAS Piemonte e le centrali cooperative, che serve ora un chiarimento istituzionale rapido per riportare il confronto su basi di responsabilità condivisa, rafforzare la capacità di governo del sistema e tutelare davvero, prima di tutto, le persone con disabilità e le loro famiglie.














