Qualche settimana prima dell’ apertura di Crazy Pizza a Torino avevamo scritto Il Punto dal titolo “Ce n’era bisogno?”. Quell’articolo suscitò un mare di commenti, tra favorevoli e contrari, e soprattutto provocò la reazione di Flavio Briatore (inventore e proprietario della catena di pizzerie di lusso) che in un video rispose piccato.
A qualche mese dall’apertura, in occasione del mio compleanno, sono andato a mangiare proprio al Crazy Pizza. Quella che segue non è una recensione (non sono un critico enogastronomico né mi vanto di esserlo) ma una serie di impressioni.
Va detto subito che la pizza è buonissima, qualità dell’impasto e degli ingredienti superlative. I prezzi? Si va dalla pizza al pomodoro a 15 euro, la margherita a 17, a quella più sofisticata (con il Pata Negra) a 68 euro. Gli antipasti semplici e di ottima qualità (attorno ai 20 euro) mentre i dolci che ho assaggiato mi hanno deluso, sia il Tiramisù fatto al minuto, con caffè un po' acquoso e crema decisamente "vuota", sia il Vanilla Bignè.
Quel che mi ha suscitato parecchie perplessità sono quei 4 euro di coperto a testa: per un tavolino striminzito, senza tovaglia, senza pane o grissini (devi ordinare una pizza bread a parte con ulteriori 5 euro), posate e tovagliolo messi direttamente su legno, con una lampada autoilluminante tipo Ikea al centro. Prenotazione on line circa un mese prima, due telefonate di conferma nei giorni precedenti, e quando siamo arrivati tavolo preparato per 2 (ed era proprio un tavolino per 2!), mentre la prenotazione era specificata che fosse per 3. Una delle comande degli antipasti sbagliata, con conseguente attesa di tutti i commensali per avere quella giusta e iniziare la cena assieme, e quando ho ordinato una seconda birra, mi è arrivata a pizza praticamente finita (“dovevamo cambiare il fusto” mi è stato detto). Insomma, quei 4 euro di coperto: per quale servizio?
Il locale, un giovedì qualsiasi, era strapieno di ragazzi giovanissimi: perlopiù vippume vario, fra calciatori e Miss Italia. Con musica a palla e dj alla consolle.
Conclusione. Ce n’era bisogno? Sicuramente sì perché – evidentemente – c’è un pubblico che ama questo tipo di locali molto glamour, dove conta più l'apparenza e apparire, che la sostanza (tipo la “Milano da bere”, un po’ superata e già vista).
Ma il Crazy Pizza di Briatore non fa per me.














