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Politica | 25 marzo 2026, 14:28

Cpr, nuovo sopralluogo di Ravinale e Cioria: "Manca persino la carta igienica"

La consigliera regionale di Avs e quella comunale del Pd: "Continuano vergogna e disumanità"

Alice Ravinale e Ludovica Cioria

Alice Ravinale e Ludovica Cioria

La consigliera regionale Alice Ravinale (AVS) e la vicepresidente del Consiglio Comunale Ludovica Cioria (PD) hanno svolto ieri, a un atto esatto della riapertura, un nuovo sopralluogo nel CPR di Corso Brunelleschi dove sono attualmente trattenute 61 persone. Le aree aperte sono la blu, la gialla e la rossa, queste ultime due hanno subito incendi e risultano parzialmente danneggiate, con conseguente chiusura di moduli e una situazione di saturazione della capienza. Gli interventi per l’area verde sono previsti nel corso di questo mese, mentre per le aree bianca e viola entro aprile.

"Sul piano sanitario le condizioni sono di grande sofferenza" riferiscono Ravinale e Cioria "Attualmente, circa 2/3 delle persone trattenute fanno uso di psicofarmaci o sonniferi, e continuano gli atti anticonservativi. Molte delle persone presenti hanno situazioni di disagio psichico e di sofferenza dovuta a pregresse patologie o a incidenti registrati nello stesso CPR – eclatante il caso di un giovane tunisino caduto accidentalmente dal tetto e che si è fratturato due vertebre, costretto all’uso di un busto metallico – che dovrebbero escludere totalmente il loro trattenimento ai sensi delle normative vigenti. Per la prima volta, registriamo anche diffuse lamentele sul vitto, distribuito freddo e di scarsa qualità e la mancanza di beni di prima necessità, come carta igienica e dentifricio. Tutto questo in una situazione di disperazione dovuta alla totale inattività delle persone trattenute: nessuna delle attività che erano state promesse, quali per esempio il corso di lingua, è ancora stata avviata”.
Colpisce la presenza di tanti giovani: 8 persone hanno meno di 25 anni, due ragazzi sono nati nel 2007. Arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati, sono passati direttamente dalla comunità di accoglienza alle gabbie del CPR: un fallimento totale per lo Stato, e per l’umanità.
13 persone provengono dal Marocco: uno Stato verso il quale notoriamente è impossibile procedere ai rimpatri. La loro detenzione è quindi una tortura psicologica e una privazione di libertà completamente fine a se stessa. Ci confermano inoltre che proseguono i trasferimenti verso l’Albania, in maniera completamente arbitraria. E poi ci sono i paradossi: alcune persone hanno chiesto il rimpatrio volontario nel paese di origine, e stanno ancora aspettando dentro le gabbie di Corso Brunelleschi le risposte burocratiche. Che senso ha? Ieri non abbiamo avuto aggiornamenti sul numero dei rimpatri, che chiederemo con accesso agli atti alla Questura: il dato ad un mese fa erano di 80 su oltre 680 persone transitate dalla struttura.”
“Meloni è mai entrata in un CPR? Venga a Torino, la accompagniamo noi! La situazione dentro il CPR di corso Brunelleschi è sempre peggio e lei dovrebbe vederla invece di parlare per slogan. – dichiara Cioria - Chi esce dal CPR dopo questa detenzione ingiusta è ancora più fragile di prima, col concreto rischio di entrare in un loop perenne fra dentro e fuori queste strutture. Parliamo di persone in molti casi che non hanno commesso reati o che comunque hanno già scontato le loro pene, prelevate all’improvviso dalla loro città dopo 30 anni di vita qui, prelevate dalla famiglia con figli minori nati in Italia e da mamme italiane che non possono più vedere. Un sistema alienante, una ferita insopportabile per un sistema democratico, uno spreco indecoroso di forze dell’ordine con i cittadini che denunciano criminalità e paure su cui intervenire. Il CPR è una vergogna, una brutalità orrenda che non dovrebbe esistere in un paese che si definisce civile.”
“Nonostante l’impegno assunto in Regione Piemonte con il piano socio-sanitario la situazione di monitoraggio delle condizioni psico-fisiche di inidoneità alla detenzione resta un miraggio: occorre intervenire subito, la storia terribile di Moussa Balde serva da monito a tutti coloro che hanno la responsabilità di quella struttura. A un anno di distanza dalla sua riapertura, il CPR di Corso Brunelleschi è un posto sempre più brutale e le tensioni aumentano. Noi continueremo a monitorare questa vergognosa situazione di lesione dei diritti e della dignità delle persone e a denunciarne lo schifo. Questo CPR va chiuso, così come vanni chiusi tutti i CPR in questo paese: è violenza istituzionale”.

comunicato stampa

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