Al momento gli alberi di via Monte Granero non si possono abbattere. Almeno fino a quando il Tar non si sarà espresso sul merito del ricorso contro l’autorizzazione all’ampliamento dello stabilimento Caffarel di Luserna San Giovanni, in quanto presuppone l’eliminazione di alcune di 21 tigli della via. Ieri, giovedì 26 marzo, il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso di una residente vicino al viale, Paola Ingravalle, assistita dall’avvocato Massimo Degiovanni. La decisione di ricorrere in appello era stata presa dopo la sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) che, a gennaio, non aveva accolto la richiesta di sospensione cautelare dell’abbattimento.
“Siamo molto soddisfatti perché l’ordinanza del Consiglio di Stato accoglie il nostro ricorso cautelare e sospende il taglio dei tigli”, commenta l’avvocato Degiovanni.
Nell’ordinanza emessa ieri si riconosce il rischio che le piante vengano abbattute a breve, prima che si arrivi a una sentenza sul merito del ricorso. Secondo il cronoprogramma dei lavori, infatti, l’intervento sarebbe fissato per il 1° giugno. In sostanza il Consiglio di Stato riconosce il fatto che, se venissero abbattuti gli alberi, cesserebbe il motivo stesso del ricorso.
Ora quindi la palla torna al Tar che deve fissare la data per l’udienza in cui si esprimerà sul merito della richiesta di Ingravalle. E una volta che arriverà la sentenza, nel caso i ricorrenti non siano soddisfatti, potranno nuovamente ricorrere al Consiglio di Stato affinché si esprima anche sul merito: “Speriamo vivamente che questa ordinanza possa stimolare le controparti a una riflessione al fine di trovare una soluzione conciliativa che salvaguardi i tigli e non penalizzi la viabilità”. In tal caso, non ci sarebbe bisogno di attendere la pronuncia del Tar, perché c’è la disponibilità a ritirare il ricorso.
Interpellato sulla questione, il sindaco di Luserna San Giovanni, Duilio Canale, preferisce non commentare l’ordinanza: “Prima voglio consultare l’avvocato e l’azienda”.














