Si sono date appuntamento questa mattina, all’ombra del Grattacielo della Regione Piemonte, per protestare e far sentire un’altra voce tra quelle che ormai cantano nel coro della crisi e del lavoro fragile.
Venti lavoratori a rischio
Con il coordinamento di Si Cobas, a manifestare sono i 20 lavoratori e lavoratrici che operavano in appalto con Pro&out tramite Gap srl per Generali assicurazioni. Ma che ora rischiano il posto a causa di una procedura di licenziamento aperta a marzo. “Da tre anni, nella zona di Orbassano Autoporto Sito, ci occupiamo di fornire assistenza per le polizze welfare sanitarie, autorizzando pratiche per esami di qualsiasi tipo e interfacciandoci con le strutture sanitarie, per clienti importanti come i dipendenti di Mediobanca, Deutsche Bank, Vaticano, Magistratura e così via”, raccontano.
Poco più di 7 euro lordi
Ma sono un anello di una lunga catena di subappalti, “per la bellezza di 7,28 euro lordi l’ora e un contratto nazionale, quello del Multiservizi, che è uno dei più poveri in Italia e non rispecchia il tipo di lavoro che facciamo. Uno stipendio di 800 euro al mese”.
A casa dal 15 giugno
A partire dal 15 giugno rischiano di perdere il posto perché il committente che ha l’appalto di Generali non vuole riconoscere gli estremi del contratto multiservizi perché ne applica un altro meno oneroso (6,77 euro lordi). Pro&out dunque getta la spugna per non andare non perdita.
“Molte persone sono monoreddito e con figli a carico. Condizioni pessime, con tutta la professionalità che ci abbiamo messo. Ma peraltro non c’è una crisi di lavoro, che anzi aumenta sempre di più”.
Come andranno avanti?
“Chiediamo a Generali e Gap come intendono portare avanti questa attività - dicono sindacati e lavoratori - e con quali paghe e quali tutele. Siamo una goccia nel mare, ma ci occupiamo di salute di persone che hanno bisogno”.














