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Ultim'ora | 09 maggio 2026, 20:57

Sinner, inizia la missione Roma: domina Ofner e vince all'esordio degli Internazionali

Sinner, inizia la missione Roma: domina Ofner e vince all'esordio degli Internazionali

(Adnkronos) -

Jannik Sinner vince all'esordio agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, sabato 9 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'austriaco Sebastian Ofner in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 al secondo turno del Masters 1000 di Roma. Partita dominata fin dal primo punto da Sinner, che piazza un break per parziale e si prende match e qualificazione. Al prossimo turno l'azzurro sfiderà il vincente della sfida tra Alexei Popyrin, già mattatore di Matteo Berrettini, e Jakub Mensik, che è riuscito a battere proprio Sinner negli ottavi di Doha. 

 

Un anno dopo, sul Centrale, tutto sembra uguale, eppure tutto è completamente diverso. Sinner è ancora numero 1, le tribune sono rimaste arancioni, ma Alcaraz non c'è e ogni fantasma è stato scacciato via. Il Foro Italico per Jannik era stato rinascita e linfa vitale nel suo momento più difficile, quando una sospensione che rischiava di macchiare il suo talento puro lo aveva costretto a rinunciare a ciò che ama di più. Oggi ogni malalingua è stata zittita, e quello stesso stadio porta con sé una promessa.  

Cinquant'anni dopo c'è una sensazione comune e diffusa per le vie di Roma. Quella che finalmente un azzurro possa tornare re lì dove nessuno era riuscito dopo Adriano Panatta. Nessuna nozza d'oro da festeggiare, perchè il momento sembra vicino. Il record di biglietti venduti? Non sorprende. Le corse ai campi secondari per sbirciare gli allenamenti del numero 1? Nemmeno. Il merchandising griffato Sinner che va a ruba? Figuriamoci. Quello che sorprende, questo sì, è un affetto rimasto immutato, che si sbaglia a dare per scontato. Sinner è diventato Nazionale lì dove la Nazionale, quella dello sport che da sempre è cultura popolare nostrana, ha fallito. La Jannik mania si è alimentata di risultati storici e con la certezza di star vivendo qualcosa, o qualcuno, di generazionale. Come mai, in Italia, era successo prima. E chi non vorrebbe assistere alla storia?

 

Quando lo speaker scandisce il suo nome, il boato del Centrale è lo stesso del primo match dello scorso anno. Persino il kit è uguale, nero, per la versione aggiornata di 'Darth Sinner'. Dall'altra parte della rete non c'è Navone, ma Ofner, uno che ha vinto a sorpresa con Michelsen e che ha sorriso quando gli hanno chiesto se pensasse di vincere questa partita: "Devo provarci, altrimenti che gioco a fare?". Ha ragione, poco da dire, poi però c'è il campo. E il campo dice che l'azzurro ci mette appena tre game per arrivare a palla break. La pressione è costante, il rovescio quello di sempre e Ofner è in difficoltà. Prova a resistere, si difende con la prima, annulla ben tre chance, ma paga la tensione e regala la battuta con un doppio fallo alla quarta. Un regalo che con uno come Sinner può essere fatale. Il Centrale esulta, Jannik si limita ad alzare il 'solito' pugnetto. Quello che viene dopo è un copione che negli ultimi tempi abbiamo visto spesso. Sinner prende tutto, Ofner ci prova, corre e si sbraccia. Grida qualcosa al suo angolo dopo l'ennesimo dritto vincente dell'azzurro, e alla fine si arrende, cedendo il primo set 6-3. 

Quando si riprende a giocare sul Centrale c'è un'euforia incontrollata. C'è chi agita un cartellone con scritto "Sei il figlio preferito di mia mamma", e chi urla un randomico "forza Cagliari". Una parentesi calcistica che fa il paio con l'esultanza dei tifosi dell'Inter, che pochi chilometri più in là battevano la Lazio 3-0. Forse sarà l'atmosfera, o forse chi c'è dall'altra parte della rete, ma Ofner ci mette un game a concedere il break. Passano due parziali e la storia si ripete: Sinner si ritrova con un'altra chance a disposizione, ma a questo punto un altro urlo si alza dalle tribune: "Jannik, falla durare un po'". Una richiesta esplicita di un pubblico che non ne ha mai abbastanza (e che questo spettacolo lo ha pagato caro). E così Sinner, che è un re buono, li ascolta e permette a Ofner di allungare il set, ma senza mai concedergli nulla al servizio.  

La prima passa dal 54% del primo parziale al 67% del secondo, un margine non avvicinabile per nessuno che non parli spagnolo. Il Centrale, insomma, stasera ha un solo padrone, lo sanno sugli spalti e lo sa anche Ofner. Sebastian ci ha provato, strappando anche qualche applauso con il dritto, ma abbandona la nave sul 6-4 e la partita a Sinner. Jannik alza il suo pugnetto e sorride, sotto il cappellino nero. Il Centrale invece esplode in un urlo liberatorio, che da queste parti attendevano dal maggio scorso, quando sul più bello è rimasto strozzato in gola. Oggi però, che tutto sembra uguale, ma tutto è completamente diverso, sembra davvero che la storia possa compiersi. E chi non vorrebbe vivere la storia? (di Simone Cesarei) 

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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