Era un dovere morale nei confronti di Piero Tron, presidente che risollevò le sorti della Croce verde di Perosa Argentina, e un modo per imprimere un cambiamento culturale nell’associazione. La Croce verde perosina il 1° aprile ha superato l’audit di certificazione del Sistema di Qualità Uni En Iso 9001:2015. Ricevuto il 9 aprile, il riconoscimento è il coronamento di un percorso iniziato tre anni fa: “Era stato Piero a prendere l’iniziativa, ci teneva molto ad ottenere la certificazione. Lui era aperto a tutti i progetti nuovi che potessero migliorare l’attività associativa” racconta il vice presidente Flavio Roventi Beccari. Fu proprio Tron ad affidare a Beccari il compito di armonizzare la gestione dell’associazione ai requisiti degli standard internazionali previsti dalla certificazione Iso: “Allora ero appena entrato in associazione e accettai l’incarico che ormai era un dovere morale portare a termine” rivela. Scomparso ancora in carica, nel 2024, l’ex presidente non ha potuto vedere il risultato del lavoro iniziato.
Sono stati necessari tre anni per arrivare al termine del processo: “La morte di Piero, infatti, ci ha spiazzati e ci siamo dovuti riorganizzare per arrivare alle elezioni del nuovo direttivo. Poi abbiamo smaltito le questioni più urgenti, per ricominciare, in un secondo momento, a lavorare per la certificazione”.
Sono stati quindi presi in esame tutti i servizi della Croce verde, ad esclusione delle emergenze, gestite con procedure uniformi a livello nazionale e che non possono essere modificate: “Abbiamo lavorato sulla gestione dei servizi di trasporto in convenzione con l’Asl To3, su quelli richiesti direttamente dai privati e sui servizi scolastici sociali per bambini e ragazzi con disabilità, svolti in convenzione con l’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca e i Comuni” elenca Roventi Beccari.
Nel Pinerolese, assieme a Perosa Argentina, anche Orbassano, Cumiana e None hanno ottenuto la certificazione: “Abbiamo deciso di richiederla perché in futuro potrebbe essere un requisito necessario per svolgere alcuni servizi in convenzione. Inoltre, segna un cambio culturale in associazione: ci ha costretti a darci delle regole molto precise sui servizi e a fornirci di indicatori che ci permetteranno di verificare l’efficacia della gestione”.
Nelle procedure l’associazione è stata affiancata dal Comitato Regionale Anpas Piemonte: “In particolare Armando Gotta ci è stato di grande aiuto” conclude il vice presidente.















