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Politica | 28 giugno 2026, 18:08

Siccità, Canalis (PD): "Giunta Cirio ferma, la burocrazia è più lenta del cambio climatico"

La consigliera dem deposita un accesso agli atti sugli invasi e rilancia la proposta delle Aree di Infiltrazione Forestale per ricaricare le falde in Piemonte: "Sperimentiamo prima che sia troppo tardi"

Siccità, Canalis (PD): "Giunta Cirio ferma, la burocrazia è più lenta del cambio climatico"

"In questi anni il nostro territorio è stato fortemente cementificato, con una conseguente ampia impermeabilizzazione del suolo, che riduce la capacità di ricarica delle preziose falde acquifere -  commenta Monica Canalis, consigliera regionale del PD -. Ce ne accorgiamo in queste settimane di siccità, che rischiano di farci ripiombare nell’emergenza del 2022 e che allontanano sempre di più gli agricoltori dalle aree interne, dove c’è poca acqua. Il consumo di acqua continua ad aumentare in tutti i settori – agricolo, civile ed industriale – mentre le falde acquifere mostrano segnali sempre più evidenti di sofferenza, con pozzi che si abbassano e sorgive che scompaiono".

"L’acqua esiste ancora in quantità importanti - sostiene Canalis -, ma non riusciamo più a trattenerla sul territorio: scorre rapidamente verso valle e verso il mare senza avere il tempo di infiltrarsi in modo efficace. La Regione Piemonte sta facendo abbastanza per affrontare le periodiche fasi di siccità? È ciò su cui mi sono interrogata, depositando un accesso agli atti sul numero di invasi realizzati da quando Cirio si è insediato, ormai sette anni fa".

Dice l'esponente dem in regione: "Considerando che le grandi dighe richiedono molti anni per essere realizzate ed hanno un forte impatto ambientale, i medi e piccoli invasi sono sicuramente una soluzione per stoccare l’acqua che arriva con le piogge - in periodi dell’anno purtroppo sempre più circoscritti - e per evitare che l’acqua scenda a valle troppo velocemente, con possibili danni idrogeologici. Tuttavia, gli invasi non sono l’unica soluzione. A Beinette (CN) è stata creata una trincea sperimentale di infiltrazione per la ricarica controllata della falda nell’ambito del progetto SeTe Alcotra. Il sistema consente di deviare l’acqua del canale nel sottosuolo e funziona come un serbatoio naturale".

"Il Consorzio irriguo veneto del Brenta -  spiega la Vice Presidente della Commissione lavoro e attività produttive del Consiglio regionale - da anni sperimenta con successo la ricarica delle falde acquifere con sistemi agroforestali. Si tratta delle AFI (Aree di Infiltrazione Forestale): fasce di infiltrazione distanziate tra loro di 25–30 metri, accompagnate lateralmente da filari alberati, mantenendo nel contempo le superfici agricole produttive tra una fascia e l’altra. Questo sistema permette contemporaneamente di favorire l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, aumentare biodiversità e resilienza ambientale, sviluppare sistemi agroforestali, mantenere la redditività agricola, contribuire concretamente alla tutela delle risorse idriche, in modo misurabile",

"Il 22 aprile scorso ho inserito nei lavori della terza Commissione consiliare regionale un’audizione su questo tema, di cui allego le slides. La commissione ha condiviso l’opportunità di avviare uno studio (tramite IRES o l'assessorato regionale), propedeutico ad un’eventuale sperimentazione piemontese, oltre a proporre all’assessore Bongioanni di valutare di inserire questa misura nel prossimo PSR (Piano di Sviluppo Rurale), per integrare agroforestazione e ricarica delle falde - prosegue Monica Canalis - Occorre affiancare una pluralità di interventi: invasi, ricarica delle falde, pianificazione territoriale, mettendo a terra celermente il Piano nazionale delle infrastrutture idriche, che punta su nuovi invasi, riduzione delle perdite di rete e recupero delle acque piovane. Anche il Piemonte, sulla carta, dispone di diversi progetti: nuovi invasi, potenziamento di quelli esistenti, efficientamento irriguo e maggiore capacità di accumulo. Molti, però, attendono ancora di uscire dalla fase delle autorizzazioni o procedono con tempi incompatibili con un clima che cambia molto più rapidamente della burocrazia".

"Attendiamo la risposta all’accesso agli atti e lo studio sui sistemi agroforestali di ricarica delle falde, ma intanto", conclude l'esponente dem, "sollecitiamo la giunta Cirio ad avviare sperimentazioni nelle zone più critiche del Piemonte, prima che sia troppo tardi".

comunicato stampa

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