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Economia e lavoro | 09 luglio 2026, 15:51

Da Taranto a Torino, il rebus Ilva rimbomba in terra piemontese: "E' un asset strategico per noi e per tutto il Paese"

La presidente di Amma Garola sostiene la tesi del presidente nazionale Bettini: "Bisogna trovare una soluzione ottimale per salvaguardarne l'attività". E il numero uno italiano parla anche di Stellantis: "Nessuno ha la bacchetta magica, ma ci sono segnali di recupero"

Giorgia Garola e Silvano Bettini

Giorgia Garola e Silvano Bettini

"Ilva è un asset strategico per il nostro Paese e per le nostre aziende. Come tale bisogna trovare una soluzione ottimale per salvaguardarne l'attività". Taranto e Torino non sono mai state così vicine e il destino delle acciaierie è stato tra i temi del dibattito dell'assemblea del comparto meccanico, meccatronico e impiantistico piemontese che si è tenuta questa mattina presso la sede di Altec, uno dei cuori pulsanti dell'aerospazio nostrano.

Timori sabaudi

A parlare è la torinese Giorgia Garola, presidente di Amma, che ha commentato le voci di una possibile cessione dell'acciaieria in mani indiane (si parla del gruppo Jindal). "E' inoltre necessario investire per renderla più produttiva rispetto ad oggi, sia per la sua sostenibilità economica che per rispondere alle esigenze del mercato".

Un tema toccato anche da Silvano Bettini, presidente di Federmeccanica e ospite d'onore a Torino. "Pensare che il Governo possa prendere in considerazione la cessione di uno stabilimento di questo genere è devastante. Si tratta di un asset straordinario e fondamentale per tutto il nostro Paese". "L'Italia è un Paese che vive di acciaio, non si può darlo agli indiani e poi finanziarne il rilancio. Non è possibile fare un regalo così".

Una posizione, dice Bettini, che vede sulla stessa linea anche i sindacati di categoria. E le cui ripercussioni potrebbero farsi vedere anche a livello piemontese: la nostra regione, infatti, è la terza area italiana per presenza di siti produttivi dell'ex Ilva (oggi Acciaierie d'Italia), con un indotto di circa un centinaio di aziende e migliaia di lavoratori. Ecco perché le decisioni che riguardano il Sud Italia arriverebbero in fretta anche al Nord.

Stellantis e Filosa: "Nessuno ha la bacchetta magica" 

Intanto, chi a Nord ha le sue radici, è senza dubbio Stellantis. E anche per l'ex Fiat Bettini ha un pensiero. "Spero che il nuovo ad di Stellantis, che non conosco personalmente, ma che mi dicono persona estremamente competente e preparata, possa nei prossimi mesi iniziare a mettere a terra idee chiare che rimettano gli stabilimenti italiani al posto che meritano”, dice riferendosi ad Antonio Filosa. "Si sa che una nuova automobile, una nuova linea di produzione non si fanno con la bacchetta magica, ci vogliono mesi e mesi però confido che nei prossimi mesi si possa iniziare a vedere dati positivi. Già li stiamo vedendo”.

Intanto, l'assemblea ha messo a fuoco la situazione di un settore, quello delle imprese metalmeccaniche, che in Piemonte rappresentano il 17% del Manifatturiero Piemontese. Una maggiore incidenza si rileva nel Torinese, ma anche Cuneese, nel Novarese-Vercellese e nel Verbano Cusio Ossola. I comparti più rappresentativi sono Metallurgia, Macchinari, Autoveicoli e Altri mezzi di trasporto. Gli addetti del metalmeccanico rappresentano circa il 60% del complessivo manifatturiero piemontese. 

Massimiliano Sciullo

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