Lunedì prossimo la quarta Commissione del Consiglio regionale del Piemonte audirà l'assessore alla Sanità Federico Riboldi. Al centro del confronto ci saranno due nodi cruciali per il futuro della sanità pubblica del nostro territorio: lo stato di avanzamento del Parco della Salute di Torino e il provvedimento di blocco delle assunzioni del personale sanitario deciso dalla Giunta regionale.
L’impegno dei nostri gruppi è stato massimo e costante per portare all'interno delle aule istituzionali la denuncia che le sigle sindacali, a partire dalla FP CGIL Piemonte, stavano già sollevando con forza all'interno delle singole aziende sanitarie e ospedaliere regionali.
“La direttiva che sospende il reclutamento del personale del Servizio Sanitario Regionale è un atto di una gravità inaudita - dichiarano Gianna Pentenero (presidente del gruppo PD in Consiglio regionale), Alice Ravinale (presidente del gruppo AVS in Consiglio regionale), Vittoria Nallo (presidente del gruppo SUE in Consiglio regionale) e Sarah Disabato (presidente del gruppo M5S in Consiglio regionale) -. Dietro un linguaggio burocratico che parla ipocritamente di ‘razionalizzazione’ ed ‘efficientamento’, si nasconde un vero e proprio piano di austerity che scarica direttamente sui lavoratori e sui cittadini il fallimento contabile e politico delle politiche sanitarie della Giunta. È inaccettabile che la Regione provi a giustificare il blocco confrontando i dati odierni con quelli del 2019: questo significa ignorare deliberatamente i pensionamenti, i turni massacranti e la fuga di massa verso il privato causata dal burnout”.
“Le liste d'attesa non si riducono non perché c’è troppo personale, ma perché non ce n’è ancora abbastanza. Questo blocco delle assunzioni rappresenta la resa definitiva del nostro sistema sanitario regionale e si traduce in un enorme regalo alla sanità privata: meno professionisti negli ospedali pubblici significano più liste d'attesa e più pazienti costretti a pagare le cure di tasca propria o tramite assicurazioni”, concludono.
"Lunedì in Commissione chiederemo all'assessore Riboldi di assumersi le proprie responsabilità politiche di fronte ai piemontesi e di ritirare immediatamente la disposizione che blocca le assunzioni. Il diritto alla salute non si taglia. A questo si aggiungono i ritardi accumulati sul Parco della Salute, che dopo la notizia della modifica del progetto della scorsa settimana ha visto anche bocciare da Arpa il piano bonifiche: anche su questo è necessario che Riboldi smetta di fare annunci e dica a Torino e al Piemonte come stanno le cose e quando si potrà procedere con un’opera essenziale".
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