“A Torino, con un referendum popolare informale, ha preso il suo nome un quartiere che nell’urbanistica cittadina era indicato solo con un paio lettere seguite da due numeri, E27 ed E29. Dal 2001, infatti, quella zona periferica della città si chiama “Borgata Frassati”: il segnale chiaro di una forte eredità spirituale e morale che da sempre lega il Santo dei giovani al suo territorio, alla sua gente” - come ha ricordato il direttore del settimanale diocesano La Voce e Il Tempo, Alberto Riccadonna, intervenendo all’incontro “Santo tra i Santi”, lunedì scorso alla Rettoria di Santa Maria di Piazza.
Al contempo, lo stesso lascito costituito dal suo esempio, dal suo pensiero, dalla sua fede, da lui riassunti nel motto “vivere e non vivacchiare”, lo hanno reso guida e modello per tanti giovani in ogni parte del mondo, “creando una catena di santità”, come ha evidenziato Roberto Falciola, vicepostulatore della causa di canonizzazione di Frassati. Don Francesco Saverio Venuto, delegato arcivescovile per le Cause dei Santi, ha approfondito il senso generale della santità nella vita cristiana.
Insomma, una figura di santità divenuta punto di riferimento senza tempo e senza confini: questo è stato, è e sarà San Pier Giorgio Frassati, del quale il capoluogo piemontese ha celebrato il primo anniversario della canonizzazione, dedicandogli una “tre giorni” di iniziative promossa dal Comitato diocesano Pier Giorgio Frassati per rinnovare la memoria e la testimonianza del giovane torinese a un anno da quel giorno di grazia.
Impegnato nella Fuci, nell'Azione Cattolica e nella San Vincenzo, terziario domenicano e appassionato di montagna, attento ai poveri e alle grandi questioni sociali del suo tempo, Pier Giorgio Frassati è morto a soli 24 anni, nel 1925. Nel giorno della canonizzazione l’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, aveva ricordato come Frassati rappresenti per i giovani "una persona da scoprire", capace di mostrare che il Vangelo può illuminare la vita di ogni giorno, in una "normalità" fatta di studio, impegno sociale e cura per gli ultimi – molto lontana da quel "vivacchiare" che lo stesso Frassati rifiutava come stile di vita”.
Le iniziative di “Santo tra i Santi” sono state realizzate con il sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani, patrocinate da Città di Torino e Regione Piemonte.














