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Economia e lavoro | 09 settembre 2026, 16:27

L'automotive fa tremare Torino: "Rischiamo di perdere un intero settore, così come sta accadendo per la siderurgia"

Samuele Lodi, responsabile nazionale Fiom per mobilità e auto, ospite della festa dei metalmeccanici Cgil di Torino: "A Mirafiori servono una linea produttiva e un modello in più. Riparta il tavolo del Governo, così come deve essere riattivato il Fondo"

Timori della Fiom per l'automotive a Torino (e non solo)

Timori della Fiom per l'automotive a Torino (e non solo)

"Siamo molto preoccupati per l'automotive nel Torinese, ma è una situazione che ci stiamo portando avanti da anni: riguarda Stellantis, ma anche per la componentistica. Siamo in una condizione a dir poco drammatica: gli sforzi fatti fin qui non sono stati sufficienti da parte dei Governi che si sono susseguiti". Così Samuele Lodi, responsabile nazionale del settore mobilità e automotive per Fiom, ospite alla Festa dei metalmeccanici Cgil di Torino.  "La crisi del settore arriva da lontano e in questo modo rischiamo di perdere l'automotive così come la siderurgia. Serve un impegno congiunto di Governo e aziende che devono tornare a investire".

"Stellantis: la 500 ibrida non basta a Mirafiori"

A cominciare, appunto, da Stellantis e da Mirafiori: "Quello presentato nei mesi scorsi è un piano industriale che non prevede una grossa spinta per le produzioni in Italia - dice Lodi -. Mirafiori ne è la dimostrazione: da oltre un anno diciamo che sono necessari un nuovo modello e una nuova linea di produzione. La 500 ibrida non poteva essere sufficiente e le ferie allungate, così come i ripetuti stop produttivi, lo dimostrano".

"Tornare al tavolo automotive"

Difficile trovare una ricetta unica: "Il Governo dovrebbe tornare all'avvio del Tavolo automotive: fu messo in piedi per riportare le condizioni utili a tornare a produrre in Italia un milione di auto, traguardo assolutamente irraggiungibile. L'esecutivo deve poi ripristinare il fondo automotive che hanno cancellato due anni fa".

Brividi tedeschi

Anche la crisi tedesca di Volkswagen spaventa i metalmeccanici di Torino, soprattutto se si parla di componentistica e forniture all'estero: "Ci sono stime contrastanti, ma è evidente che i lavoratori di Stellantis hanno già pagato un conto molto salato con il meccanismo delle uscite incentivate e si devono fermare anche gli ammortizzatori sociali, che sono diventati ormai strutturali e gli stipendi non sono più dignitosi. Serve un vero investimento di Stellantis in Italia e in Europa, invece le risorse vengono destinate in Nord Africa e negli Usa".

Iveco, incontro in vista

Su Iveco, infine, si fa il conto alla rovescia per un confronto con il governo Meloni: "Avremo nei prossimi giorni il tavolo al Mimit - conclude Lodi -: abbiamo bisogno di garanzie, perché gli impegni assunti da Tata sono di mantenere tutto in essere dal punto di vista degli stabilimenti, delle produzioni e dell'occupazione per due anni. Ma due anni sono assolutamente insufficienti: serve un piano industriale che dia prospettiva, volumi e nuove produzioni mantenendo i posti di lavoro".

Massimiliano Sciullo

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