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Economia e lavoro | 11 settembre 2026, 19:10

L'export piemontese oltre ogni previsione: nei primi sei mesi dell'anno segna un +6% (e Torino fa ancora meglio)

Secondo i dati Unioncamere, crisi e tensioni geopolitiche non fiaccano le vendite all'estero. Bene i mezzi di trasporto e soprattutto i mercati europei. I dazi fiaccano gli Usa

Crescita sopra la media nazionale per Torino e per il Piemonte

Crescita sopra la media nazionale per Torino e per il Piemonte

Molto meglio di ogni previsione: l'export piemontese segna un +6% nei primi sei mesi dell'anno, nonostante crisi e tensioni geopolitiche in giro per il mondo. Lo dicono i dati elaborati da Unioncamere Piemonte, che valutano in 32,8 miliardi il valore delle merci esportate. Un risultato che fa anche meglio del dato nazionale (+4,5%). 

Trend in accelerazione

Si tratta peraltro di un andamento in accelerazione: se infatti l'aumento era stato del 2,8% nel primo trimestre, il secondo trimestre è stato ancora meglio, con un miglioramento dell'8,6%. Nello stesso periodo il valore delle merci importate è stato pari a 25 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto al semestre gennaio-giugno 2025, portando il saldo della bilancia commerciale a +7,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 6,7 dell’anno prima.

Il +6% registrato dall’export piemontese è un risultato straordinario che va ben oltre i numeri: significa superare nettamente la media nazionale, riaffermare la capacità d'innovazione del nostro tessuto produttivo e posizionare il Piemonte come vera locomotiva dell'economia italiana nel mondo - commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte -. Presidiare i contesti internazionali non è un’opzione, ma la chiave di volta per garantire competitività, occupazione e sviluppo al nostro territorio. Un successo che nasce da una regia condivisa: il Sistema camerale piemontese al fianco della Regione Piemonte, avvalendosi di Ceipiemonte come motore operativo, per offrire alle nostre imprese strumenti concreti, competenze e la spinta necessaria a conquistare e guidare i mercati globali".

La tendenza è migliore anche di territori competitivi come la Lombardia (+3,5%), il Veneto (+4,1%) e l'Emilia-Romagna (+3%).

"Tirano" i mezzi di trasporto

Nel primo semestre del 2026, il comparto dei mezzi di trasporto si riconferma primo settore dell'export piemontese, incidendo per il 21% sul totale regionale e registrando un incremento del 6%. Al suo interno si evidenziano però dinamiche divergenti: la crescita complessiva è trainata dal forte recupero degli autoveicoli (+18,4%) e dalla stabilità positiva della componentistica (parti e accessori +4,3%), a fronte di un netto calo del comparto aerospaziale (-32,2%), che però è spesso segnato da dinamiche altalenanti.

La meccanica, secondo settore per incidenza (16,2%), mostra invece una lieve flessione dello 0,9%. A sostenere le vendite estere della regione sono soprattutto l'alimentare, che sale al terzo posto col 15,4% della quota totale grazie a un'espansione del +12,7%, e il settore tessile, abbigliamento e accessori (+9,1%, quota del 7,9%). Risultati ampiamente positivi si registrano anche per i metalli e prodotti in metallo (+9,9%), la chimica (+4,0%) e la gomma-plastica (+2,9%).

Bene i mercati Ue

L’analisi dell’export piemontese nel primo semestre del 2026 evidenzia un andamento positivo sia verso i mercati dell’Unione Europea sia verso i partner extra-comunitari, seppur con differenti velocità di crescita. In particolare, però, sono le vendite destinate all’area Ue-27, che rappresentano il 61,4% del totale regionale, a crescere del 7,2% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Parallelamente, le esportazioni verso i Paesi extra-UE (pari al restante 38,6%) registrano una progressione tendenziale inferiore, pari al 4,1%.

All’interno dei confini comunitari, Francia e Germania si confermano i principali sbocchi per le merci piemontesi, generando rispettivamente il 15,5% e il 13,2% dell’export regionale. Entrambi i mercati restituiscono segnali positivi: il volume d’affari verso la Francia cresce del 9,1% su base annua, mentre le vendite dirette in Germania mettono a segno un +3,2%. La Spagna, terzo mercato di riferimento in ambito UE, registra un incremento del 10,2%, a fronte del calo subito dalla Polonia (-2,6%). Tra le altre destinazioni comunitarie si segnalano le buone performance registrate nei Paesi Bassi (+12,3%), in Repubblica Ceca (+5,3%), e, soprattutto, in Austria (+25,8%) e Irlanda (+28,7%).

Calano gli Stati Uniti, cresce l'Ucraina

Spostando l’attenzione oltre i confini dell’UE-27, gli Stati Uniti mantengono la leadership generando il 7,1% dell’export totale, ma scontano una flessione del 2,1% (legato probabilmente anche ai dazi). Seguono Svizzera (5%) e Regno Unito (3,9%), entrambi caratterizzati da dinamiche espansive, rispettivamente a +17,5% e +6,3%. La Cina assorbe il 2,4% delle vendite oltre confine, mettendo a segno un'importante progressione del 7,3% su base annua. Infine, tra gli altri partner commerciali si evidenziano le contrazioni registrate in Brasile (-10,7%), Messico (-2,7%) e Canada (-5,9%), mentre l’Ucraina registra un significativo incremento, frutto dell’exploit delle vendite di prodotti alimentari e bevande.

Torino tra le prime della classe

L’aumento complessivo dell'export regionale riflette dinamiche territoriali prevalentemente positive, con cinque province su otto che registrano un incremento nel valore delle merci esportate. Fanno eccezione soltanto i territori di Vercelli e Asti, che subiscono flessioni superiori ai due punti percentuali (rispettivamente -2,6% e -2,9%), e la provincia di Cuneo, per la quale si rileva una sostanziale stazionarietà del volume d’affari generato sui mercati esteri (-0,1%). A trainare la crescita è Torino, che nel primo semestre del 2026 si conferma il polo principale: il capoluogo concentra infatti il 44,3% delle esportazioni piemontesi e mette a segno una solida progressione dell’8,1%.

Dinamiche ancora più brillanti emergono dalle province di Alessandria (+16,3%) e del Verbano C.O. (+10,4%), entrambe capaci di realizzare incrementi a doppia cifra. A completare il quadro espansivo del periodo contribuiscono, infine, i positivi andamenti delle vendite oltreconfine di Biella (+6,2%) e Novara (+4,0%).

I commenti 

«Il Piemonte cresce sui mercati internazionali e raggiunge +6% dell’export nei primi sei mesi del 2026, rispetto alla media nazionale del +4,5%: è un segnale molto importante della forza della nostra economia -dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio sui dati diffusi oggi da Unioncamere Piemonte sull’export dei primi sei mesi del 2026 - Un valore pari a 32,8 miliardi di euro di prodotti piemontesi venduti nel mondo, frutto della qualità delle nostre imprese, delle competenze e della capacità di innovare. È il Piemonte che vogliamo: produttivo, competitivo, aperto ai mercati internazionali e capace di creare crescita e lavoro. Come Regione continueremo a sostenere questa vocazione, rafforzando gli strumenti per accompagnare le imprese all’estero e attrarre nuovi investimenti sul nostro territorio».

«Dietro questo +6% ci sono imprese e filiere che stanno dimostrando una straordinaria capacità competitiva - aggiunge l’assessore all’internazionalizzazione Andrea Tronzano - Torino cresce dell’8,1%, gli autoveicoli del 18,4%, l’alimentare del 12,7% e complessivamente il Piemonte porta il proprio saldo commerciale a 7,9 miliardi di euro. Sono risultati che rafforzano la nostra strategia: più internazionalizzazione, più sostegno agli investimenti e più presenza del sistema Piemonte nei mercati dove si costruisce la crescita. La Regione mette in campo risorse e strumenti concreti per accompagnare soprattutto le PMI e consolidare questa spinta. Il dato di oggi ci indica una direzione precisa: dobbiamo accelerare ancora, portando sempre più Piemonte nel mondo e sempre più investimenti in Piemonte».

Massimiliano Sciullo

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