Un presidio estivo dei cittadini, due petizioni popolari per un totale di oltre 760 firme e una nuova ondata di furti e devastazioni non sono passati inosservati a Palazzo Civico. Dopo anni di silenzio e due bandi andati deserti, la risposta del Comune di Torino sull'ex Cesm di via Cena 5 è finalmente arrivata, delineando il percorso scelto dall'amministrazione per sottrarre l'immobile al degrado.
Una presa di posizione attesa da tempo dal quartiere, che da anni assiste impotente al declino di una struttura chiusa dal 2017 e trasformata progressivamente in un "supermercato" a cielo aperto per malintenzionati.
Il campanello d'allarme: portati via mobili e termosifoni
Negli ultimi mesi la situazione intorno all'ex scuola materna ed educativo-speciale è precipitata. I residenti non denunciano più soltanto intrusioni e vandalismi, ma un vero e proprio saccheggio organizzato: testimoni raccontano di persone viste uscire dal complesso trasportando mobili, arredi e persino i termosifoni smantellati dalle pareti, oltre alla presenza di sbandati che utilizzano gli interni per trascorrere la notte.
A complicare la sicurezza contribuisce la fitta vegetazione esterna cresciuta senza controllo, che garantisce copertura alle intrusioni e alimenta nei residenti la paura di un'occupazione abusiva permanente dell'area.
L'affondo di Garcea: "Situazione intollerabile"
A portare la protesta dai marciapiedi del quartiere alle stanze della Sala Rossa è stata una dettagliata interpellanza del vicepresidente vicario Domenico Garcea, che ha chiesto conto alla Giunta di quanto sta accadendo.
"Parliamo di una situazione che dura da troppo tempo, i cittadini hanno fatto sentire la loro voce con due petizioni popolari negli ultimi anni" incalza Garcea, sottolineando il rischio che il continuo depauperamento dell'edificio renda impossibile o troppo oneroso qualsiasi intervento futuro. "Mi chiedo quanto si dovrà aspettare per una soluzione definitiva: il problema viene solo rimandato e il rischio è sempre quello delle occupazioni".
La risposta del Comune: c'è la svolta
A chiarire la posizione e le azioni messe in campo dalla Città è la vicesindaca Michela Favaro. Il Comune ha confermato l'avvio formale del percorso di valorizzazione e recupero del compendio immobiliare. "Nello specifico - ha precisato Favaro -, lo scorso 24 luglio 2026 è stata pubblicata all’Albo Pretorio la Determinazione Dirigenziale che approva l’avviso pubblico. Un atto fondamentale destinato a raccogliere manifestazioni di interesse e proposte progettuali per l'assegnazione in concessione e la conseguente rifunzionalizzazione degli spazi di via Cena 5".
La procedura si basa sul uno strumento normativo che disciplina la concessione di beni immobili municipali a soggetti del Terzo Settore e realtà senza fine di lucro. Attraverso questo bando, Palazzo Civico mira a individuare un progetto gestionalmente ed economicamente sostenibile, capace di restituire la struttura al quartiere con attività a forte impatto sociale e culturale.
La palla passa ora alle realtà del no-profit, chiamate a raccogliere la sfida del Comune prima che i continui raid vandalici danneggino irreparabilmente la struttura.














