L’83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha ribadito la vitalità del circuito produttivo indipendente, incoronando tre progetti sviluppati e accompagnati dal TorinoFilmLab. Il laboratorio del Museo Nazionale del Cinema, supportato da quasi vent’anni dal sottoprogramma Creative Europe MEDIA, ha visto brillare le proprie storie sia nella sezione Orizzonti sia nella 41a Settimana Internazionale della Critica (SIC).
A guidare il palmarès nella sezione presieduta dalla regista francese Valérie Donzelli è l'esordio al lungometraggio di Tommaso Landucci, intitolato I figli della scimmia. L'opera, sviluppata nel 2022 nell'ambito del programma TFL Alpi Film Lab, ha ottenuto il Premio per la Miglior Sceneggiatura e il Premio per la Miglior interpretazione maschile, andato a Riccardo Scamarcio, coinvolto anche nella veste di produttore. Il film, sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Film Commission Torino Piemonte e dal bando regionale "Piemonte Film TV Fund", affonda le radici in una favola di Esopo sulla disparità d'affetto tra prole. La narrazione affronta le complessità della genitorialità legata alla disabilità, mettendo in scena il dilemma morale di Dario, diviso tra le attenzioni dedicate al figlio disabile e il legame speculare con il nipote.
La giuria di Orizzonti ha inoltre assegnato il Premio per la Miglior Regia alla cineasta greca Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra. Già legata all'istituzione torinese con il suo debutto Moon, 66 Questions, la regista ha curato il nuovo progetto durante il FeatureLab e il Green Film Lab Atene nel 2024, vincendo anche l’Arri Award. La pellicola segue l'adolescente Jo nell'arco di una singola giornata segnata dall'incontro mancato con la coetanea Phaedra, intrecciando l'inquietudine giovanile con il trauma collettivo dell'uccisione del quindicenne Alexis, avvenuta ad Atene nel 2008 per mano della polizia.

L’affermazione delle opere legate al polo torinese si è completata alla Settimana Internazionale della Critica, dove il pubblico ha premiato Our Share of Sand, opera prima della regista cilena di origini indiane Shalini. Il film, avviato nel percorso formativo TFL Extended nel 2019, narra la storia della dodicenne Maya, la quale, dopo essere rientrata in India per ricongiungersi con il padre attivo nel settore estrattivo della sabbia, si ritrova coinvolta come testimone chiave di un incidente drammatico, finendo per scoperchiare una fitta trama di sfruttamento e omertà familiare.
I risultati ottenuti al Lido evidenziano come il supporto continuativo allo sviluppo audiovisivo rappresenti una leva determinante per il posizionamento e l'affermazione internazionale dei registi contemporanei.














