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Cronaca | 23 settembre 2026, 07:05

Cade su un blocco di cemento davanti agli uffici giudiziari, 66enne querela il Comune di Torino

L'atto d'accusa depositato al Tribunale. La vittima: "Dissuasori pericolosi e non segnalati"

Un momento di distrazione, un ostacolo poco visibile sul marciapiede e una brutta caduta che si trasforma in un lungo calvario medico. È la disavventura capitata a Massimo Vrenna, 66 anni, che lo scorso giugno è finito a terra nei pressi delle ex carceri "Le Nuove", rimediando lesioni che lo hanno poi costretto a finire sotto i ferri. Un episodio che ora approda sul tavolo della Procura della Repubblica di Torino attraverso una denuncia-querela per lesioni personali colpose.

L'incidente davanti agli Uffici Giudiziari

I fatti risalgono alla mattina del 22 giugno scorso. Mentre camminava lungo il passaggio pedonale di corso Vittorio Emanuele II, all'altezza del civico 127, l'uomo è inciampato nella base di uno dei blocchi in cemento posizionati lungo la via. A trarlo in inganno sarebbe stata la forma piramidale del dissuasore e la colorazione del tutto analoga a quella dell'asfalto, unita alla totale assenza di strisce riflettenti o segnalazioni visive capaci di evidenziarne l'ingombro.

Subito soccorso da un passante, l'uomo è stato accompagnato all'interno del vicino Palazzo di Giustizia per ricevere le prime cure dal personale di vigilanza. In quel frangente, secondo quanto riportato nell'atto, alcune funzionarie presenti avrebbero confermato come quel blocco di cemento avesse già fatto cadere altri pedoni in passato e che la direzione fosse già stata messa al corrente del problema.

La diagnosi al Maria Vittoria 

La gravità della situazione è apparsa chiara al pronto doccorso dell'ospedale Maria Vittoria: i medici hanno riscontrato una contusione al ginocchio e la frattura del gomito sinistro, con una prima prognosi di 30 giorni. Pochi giorni dopo, il 1° luglio, si è reso necessario il ricovero nel reparto di ortopedia per un intervento chirurgico volto a ricomporre la frattura.

Nonostante i successivi percorsi di fisioterapia, le conseguenze della caduta continuano a limitare i movimenti dell'articolazione e i gesti della vita quotidiana. Per questo motivo, assistito dall'avvocato Marco Borio, il cittadino ha deciso di rivolgersi alla Magistratura affinché vengano individuate le eventuali responsabilità dei dirigenti preposti alla manutenzione e alla sicurezza delle strade.

Philippe Versienti

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