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Attualità | 24 settembre 2026, 13:10

Art Bonus, in Piemonte superati i 157 milioni di euro: è la quarta regione in Italia per mecenatismo

I commercialisti torinesi si sono riuniti alla Venaria Reale per fare il punto sulla misura fiscale che premia le erogazioni per la cultura e per chiederne l'estensione ai beni privati

Art Bonus, in Piemonte superati i 157 milioni di euro: è la quarta regione in Italia per mecenatismo

Il Piemonte è la quarta regione italiana per erogazioni liberali che usufruiscono dell’incentivo fiscale definito “Art bonus”. La cifra ha superato in 10 anni, cioè da quando questo strumento è diventato permanente, il tetto dei 157 milioni di euro. Consente un’agevolazione fiscale ,tramite credito d’imposta, pari al 65% della somma erogata, con tetti di spesa che vanno dal 15% del reddito per i privati al 5 per mille dei ricavi per le aziende.

Di Art Bonus si è parlato nell’incontro organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Torino, dalla Fondazione Piccatti Milanese e dall’Unione Giovani Commercialisti di Torino al Centro di Conservazione e Restauto (CCR) La Venaria Reale, uno dei più importanti al mondo con reperti preziosissimi in lavorazione, quali affreschi provenienti dagli scavi di Pompei. A fare gli onori di casa Alfonso Frugis, Presidente della Fondazione CCR  e la Direttrice dei laboratori di Restauro e della Scuola di Alta Formazione, Michela Cardinali, che hanno illustrato le attività del Centro e parlato delle opportunità di applicare l’ Art Bonus ai lavori loro affidati. Il Presidente dell’Ordine, Salvatore Regalbuto – che è intervenuto all’incontro insieme con il Presidente dell’Unione Giovani Commercialisti, Emanuele Maria Perotti - ha spiegato che il convegno è stato fatto per diffondere la conoscenza di questo “importante e valido strumento di partecipazione alla conservazione del nostro ricchissimo  patrimonio culturale, che ne favorisce la manutenzione e la protezione e che promuove consapevolezza e responsabilità nella comunità. Auspichiamo che venga allargata anche ai privati la possibilità di beneficiarne con l’approvazione del disegno di legge presentato in Parlamento”.

Attualmente infatti il requisito per usufruire dell’Art Bonus – come ha spiegato uno dei relatori, la commercialista Laura Marchisio - è che “il bene a cui è destinata l’erogazione liberale sia pubblico, cioè appartenga allo Stato alle Regioni o ad altri enti territoriali, a enti costituiti per iniziativa di soggetti pubblici e che mantengano una maggioranza pubblica dei soci e a soggetti di natura pubblicistica, come le Fondazioni, ferma restando la condizione dell’appartenenza pubblica delle collezioni”. Le erogazioni liberali devono essere destinate a interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali (musei, biblioteche, archivi,  aree e parchi archeologici, complessi monumentali), al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, alla realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono attività nello spettacolo.

L’Art Bonus è uno strumento solo per aziende e grandi interventi? No, ha spiegato Andrea Savino, commercialista: “I soggetti che possono usufruirne sono anche i privati cittadini, come lavoratori dipendenti e pensionati. Per quanto riguarda l’entità dell’investimento, ci sono tre esempi in Piemonte: gli interventi al monumento ad Angelo Brofferio,  poco più di 5 mila euro di Art Bonus, alla chiesa di Sant'antonio Da Padova a Valfenera d’Asti, 6.500 euro, e dell’Abbazia della Novalese, poco più di 10 mila euro”. Anche Savino ha sottolineato l’opportunità di approvare il Disegno di Legge che abolisce l’eslcusione dall’Art Bonus  “dei beni culturali appartenenti a privati , a enti ecclesiastici o del terzo settore”.

La norma di legge ha ancora bisogno di chiarimenti. Il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Guido Isolabella, e il Capo dell’Ufficio consulenza regionale della stessa Agenzia, Bernardo Maronero, hanno ricordato che in dieci anni sui circa 200 interpelli ricevuti, ne sono stati ritenuti “inammissibili” al contributo più di un quarto.

Una coda finale del convegno è stata dedicata al “Social Bonus”. Riccardo Petrignani, commercialista, ha ricordato che si tratta di un provvedidmento analogo all’Art Bonus, però destinato soprattutto a quegli enti del terzo settore cui sono stati affidati i beni sequestrati alle mafie. In Piemonte ne ha usufruito ad esempio la Cascina Bruno Caccia di San Sebastiano Po.

comunicato stampa

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