Alle undici di un martedì mattina, in un coworking torinese, parte la sirena della prova di evacuazione. Sullo stesso piano lavorano i dipendenti di un'agenzia di comunicazione, lo studio di un commercialista e alcuni liberi professionisti. Qualcuno salva il file prima di alzarsi, qualcun altro chiede da quale scala si scenda, e al punto di raccolta sul marciapiede ci si accorge che nessuno sa con certezza a chi tocchi contare i presenti.
Una prova serve proprio a far emergere questi vuoti. Negli uffici il quadro di riferimento è il D.Lgs. 81/2008, che affida a ogni datore di lavoro la gestione delle emergenze per i propri dipendenti. Quando però più aziende occupano gli stessi locali, le procedure vanno concordate fra loro e con chi gestisce lo spazio, dal momento che l'allarme e le scale sono gli stessi per tutti.
Prima dell'allarme, quando si decide chi fa cosa
Gran parte del lavoro si fa a mente fredda. Chi gestisce il coworking conosce l'impianto di allarme, le uscite di sicurezza e la posizione degli estintori, mentre ciascuna azienda ospitata sa quante persone ha in sede, in quali orari e se fra loro c'è chi avrebbe bisogno di aiuto per scendere le scale.
All'interno dei grandi uffici e dei moderni spazi di coworking, la gestione delle emergenze richiede una pianificazione che va ben oltre la semplice affissione delle planimetrie. La normativa vigente impone la presenza di figure designate, i cosiddetti addetti antincendio, in grado di coordinare un'evacuazione in modo ordinato e di intervenire tempestivamente sui principi di incendio. Affinché questo personale acquisisca le competenze teorico-pratiche richieste, le imprese non possono improvvisare, ma devono affidare la preparazione dei propri dipendenti a enti formatori accreditati. Oggi, infatti, per supportare le imprese in questi delicati adempimenti, operano diverse aziende specializzate proprio nella didattica relativa alle procedure di sicurezza sul mondo del lavoro; si pensi, a titolo di esempio, a realtà come GDM Sanità per i corsi antincendio a Torino e provincia, che permettono alle organizzazioni del territorio di formare i propri addetti con percorsi mirati e nel pieno rispetto degli obblighi di legge.
Dall'allarme al punto di raccolta
Quando la sirena suona, in ufficio la tentazione è di finire l'email che si stava scrivendo. Conviene invece alzarsi subito e seguire la segnaletica verde fino alle scale. Gli addetti passano per ultimi nelle stanze chiuse e nei bagni, per accertarsi che nessuno sia rimasto indietro, e chiudono le porte dietro di sé per rallentare il fumo.
Chi telefona al 112 deve sapere che cosa dire, poiché in quei minuti ogni informazione mancante costa tempo. Secondo le indicazioni dei Vigili del Fuoco su che cosa comunicare quando si dà l'allarme per un incendio, servono il tipo e la gravità dell'incidente, l'eventuale presenza di feriti, il luogo e il numero da cui si chiama, e conviene aspettare che sia l'operatore a chiudere la telefonata. Una volta in strada ci si ferma al punto di raccolta stabilito, dove ogni azienda fa l'appello dei propri presenti e segnala subito a chi coordina l'evacuazione se manca qualcuno.
Che cosa resta da fare dopo la prova
Di una prova di evacuazione conta soprattutto ciò che emerge a sirena spenta. Il tempo impiegato a svuotare il piano, una porta tagliafuoco tenuta aperta da un fermo o l'estintore nascosto da una pila di scatoloni sono dettagli da annotare finché il ricordo è fresco. Se al confronto partecipano il gestore e tutte le aziende ospitate, le correzioni entrano in una versione aggiornata della procedura che ciascuno conosce.
Il coworking, a differenza di un ufficio tradizionale, cambia spesso occupanti, e può succedere che un addetto designato lasci la sede senza che qualcuno ne prenda il posto. Anche per questo le prove si ripetono nel tempo, e conviene fare un controllo a ogni nuovo arrivo, poiché a chi entra le scale e il punto di raccolta andrebbero mostrati prima ancora della password del wifi.
Domande Frequenti (FAQ)
Chi deve organizzare il piano di emergenza in uno spazio di coworking dove lavorano dipendenti di aziende diverse?
Ogni datore di lavoro resta responsabile della sicurezza dei propri dipendenti, compresa la gestione delle emergenze, mentre il gestore dello spazio di solito si occupa degli impianti e delle vie d'uscita comuni. Le procedure vanno quindi coordinate, così che ciascuno sappia quali compiti gli spettano.
È vero che in caso di incendio in un palazzo di uffici non si deve prendere l'ascensore?
Sì. L'ascensore può bloccarsi fra un piano e l'altro per un'interruzione di corrente e il vano può riempirsi di fumo, sicché si scende a piedi seguendo la segnaletica. Per chi ha difficoltà motorie il piano di emergenza dovrebbe stabilire in anticipo chi presta assistenza e in quale modo.
Davanti a un principio di incendio in ufficio è meglio provare a spegnerlo con l'estintore o uscire subito dall'edificio?
Dipende dall'estensione del fuoco e da chi si trova sul posto. Un focolaio piccolo può essere affrontato da chi è stato formato e sa usare l'estintore, a patto di avere sempre alle spalle una via d'uscita libera. Se le fiamme si allargano o il fumo diventa denso, la scelta più prudente è dare l'allarme e allontanarsi chiudendo le porte.
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