Parte ufficialmente la quarta edizione di Funds TOgether, il programma di crowdfunding per la ricerca e l’innovazione dell’Università di Torino, con cinque progetti che cittadini e cittadine potranno sostenere attraverso una donazione sulla piattaforma ideaginger.it. Dallo studio delle proprietà antivirali del latte umano allo sviluppo di un cerotto per la riparazione del tessuto cardiaco, le ricerche affronteranno questioni che riguardano la salute e la vita quotidiana, esplorando anche gli effetti del cambiamento climatico sul benessere psicologico, le possibilità di limitare l’assorbimento delle nanoplastiche e il contributo della realtà virtuale alla progettazione partecipata degli spazi urbani.
Ogni campagna avrà 60 giorni per raggiungere il proprio obiettivo economico, secondo la formula del “tutto o niente”, che prevede l’assegnazione dei fondi ai gruppi di ricerca soltanto al conseguimento del traguardo fissato. Per i progetti che ci riusciranno, UniTo aggiungerà un contributo pari alla somma raccolta, fino a un massimo di 10.000 euro per progetto, utilizzando le risorse del 5 per mille per rafforzare il sostegno ricevuto dai donatori.
L’iniziativa prosegue un percorso che nelle prime tre edizioni ha permesso di finanziare 13 progetti e raccogliere 312.000 euro grazie a oltre 2.400 donatori, con tutte le campagne arrivate al proprio obiettivo. Attraverso il crowdfunding, Funds TOgether offre ai gruppi di ricerca la possibilità di acquisire risorse aggiuntive e costruire un rapporto diretto con chi sceglie di sostenerne il lavoro, avvicinando la cittadinanza agli obiettivi scientifici e alle possibili ricadute della ricerca e favorendo l’incontro con nuovi sostenitori e partner.
I cinque progetti dell’edizione 2026 sono stati selezionati valutando la coerenza delle proposte, la comunicazione, la creatività delle ricompense per i donatori e la composizione dei gruppi di lavoro, con particolare attenzione alla collaborazione tra dipartimenti. Anche questa edizione è realizzata insieme a Ginger Crowdfunding, che gestisce la piattaforma di raccolta e ha accompagnato ricercatrici e ricercatori in un percorso di formazione e consulenza per sviluppare competenze nella gestione dei progetti, nella raccolta fondi e nella comunicazione.
I PROGETTI DI RICERCA
MILK-ACT – Proteggere i più piccoli dai virus di domani
Il latte umano contiene molecole bioattive che contribuiscono alla protezione del neonato dalle infezioni. MILK-ACT ne studierà le proprietà antivirali nei confronti dell’Enterovirus D68, un virus respiratorio emergente che colpisce soprattutto la popolazione pediatrica. La ricerca valuterà se il latte umano sia in grado di contrastarlo e come questa eventuale attività si modifichi durante la digestione gastrointestinale neonatale: un passaggio necessario per capire quali componenti protettivi si conservino, si trasformino o vengano generati nel processo digestivo.
Il progetto coinvolge virologi, neonatologi e biochimici dell’Università di Torino, dell’Ospedale Sant’Anna e del CNR. Attraverso analisi molecolari avanzate, il gruppo cercherà di identificare le molecole e i peptidi responsabili dell’attività antivirale, ampliando le conoscenze sui meccanismi naturali di difesa associati al latte umano. VIDEO
Come influiscono gli eventi climatici sul benessere psicologico, sulla qualità del sonno e sui livelli di ansia e stress? Mind the Climate vuole raccogliere fondi per creare un osservatorio partecipativo sul cambiamento climatico e la salute mentale.
Attraverso un’app saranno somministrati questionari anonimi per rilevare periodicamente il benessere psicologico della comunità. Le risposte verranno messe in relazione con dati meteorologici e ambientali, per comprendere meglio il legame tra clima e salute mentale. Il progetto si inserisce nello studio di fenomeni come l’eco-ansia, la preoccupazione per il futuro e per le conseguenze della crisi climatica, e la solastalgia, il senso di angoscia legato alla trasformazione dei luoghi a cui si è affezionati. I dati raccolti potranno orientare interventi locali di supporto e mutuo aiuto. VIDEO
NanoStop – Fermiamo le plastiche invisibili, proteggiamo il nostro futuro
È possibile intercettare le nanoplastiche prima che entrino nelle nostre cellule? Da questa domanda nasce NanoStop, che studierà in laboratorio l’interazione di queste particelle con la mucosa orale e intestinale, due dei primi distretti esposti attraverso l’ingestione.
Utilizzando modelli cellulari, anche tridimensionali, il gruppo di ricerca valuterà quante particelle vengono assorbite, quali alterazioni possono provocare e se alcuni composti di origine naturale siano capaci di legarle e limitarne l’ingresso nelle cellule. Se efficace, questa strategia potrebbe aprire la strada allo studio di formulazioni in grado di ridurre il contatto delle nanoplastiche con i tessuti e favorirne l’eliminazione. Alla ricerca sperimentale si affiancheranno materiali ed eventi divulgativi per condividere con la cittadinanza conoscenze e domande ancora aperte sui possibili effetti delle nanoplastiche sulla salute. VIDEO
RePatch – Il cerotto per il cuore
Dopo un infarto, una parte del tessuto cardiaco può essere sostituita da una cicatrice che non contribuisce più alla contrazione del cuore. RePatch studia un cerotto cardiaco bioartificiale e riassorbibile, progettato per riprodurre alcune caratteristiche strutturali del miocardio. Applicato sulla superficie del cuore, mira a sostenerlo e a favorire i processi di riparazione del tessuto. La tecnologia è attualmente in fase di ricerca preclinica.
A partire da un primo prototipo già realizzato, la raccolta fondi permetterà di produrre e testare nuovi cerotti, ottimizzandone dimensioni, spessore e microstruttura, e di sviluppare nuove modalità di applicazione. Collaborano al progetto, oltre a UniTo, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa e l’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR, sede di Pisa. VIDEO
VIBE – Virtual Immersion for Better Environments
Entrare in uno spazio prima che venga realizzato e contribuire a definirne le caratteristiche: è l’esperienza proposta da VIBE, che unisce realtà virtuale, neuroscienze cognitive e partecipazione della comunità. Il progetto prende forma a Barriera di Milano, dove Fondazione Mamre sta trasformando un’ex falegnameria nello “Spazio Giovani”, un centro socioculturale dedicato alle nuove generazioni e al quartiere.
Le proposte elaborate da studentesse e studenti del corso di Design for Living del Politecnico di Torino, a partire dai bisogni raccolti sul territorio, saranno trasformate in ambienti virtuali immersivi. I futuri utenti potranno esplorarli e sperimentarne spazi, luci, colori e atmosfera. Con le tecnologie del centro interdipartimentale Human Science & Technologies di UniTo, i ricercatori studieranno le reazioni emotive attraverso strumenti non invasivi, tra cui sensori psicofisiologici e sistemi di tracciamento dello sguardo, per capire quali caratteristiche favoriscano accoglienza e senso di appartenenza. Con la raccolta fondi si intende sostenere la fase sperimentale e sviluppare un metodo potenzialmente applicabile ad altri interventi di rigenerazione urbana. VIDEO














