«Con la lettera allegata, inviata ieri dal vice presidente Marrone ai 46 consorzi socio assistenziali del Piemonte, la crisi del sistema socio sanitario ha raggiunto il suo picco.
Invece di ammettere l’enorme ritardo del Governo Meloni nell’approvare il Piani nazionali Non Autosufficienze 2025-2027 (anziani e disabilità) e provvedere ad anticipare i fondi nazionali con fondi regionali, Marrone scambia i consorzi socio assistenziali per un bancomat e li invita ad andare dagli istituti di credito per chiedere un anticipo di cassa, facendosi loro stessi carico degli interessi conseguenti. Si trascura, peraltro, che non tutti i consorzi hanno una situazione finanziaria idonea ad ottenere l’anticipo e vengono confuse competenza e cassa.
Una vera commedia dell’assurdo, se non fosse che in gioco c’è la vita di 25.000 piemontesi non autosufficienti che in questi anni sono stati seguiti a casa e che rischiano l’istituzionalizzazione per il venir meno del servizio, in un momento in cui anche il fronte delle RSA è caldo.
Preoccupa molto, inoltre, l’assenza di certezze sui tempi di approvazione del Piano regionale da parte del Ministero. Non sono state fornite scadenze e il rischio è che, tra caro energia e altre emergenze, il Governo Meloni dimentichi i più fragili.
Il 6 agosto scorso la Giunta Cirio ha definito il riparto in linea tecnica della provvista finanziaria del Fondo Nazionale Non Autosufficienze spettante a ciascuno dei 40 Ambiti Territoriali Sociali (ATS) della nostra Regione per le annualità 2025, 2026 e 2027, per offrire certezza programmatoria e un’esatta quantificazione delle quote spettanti, ma questo provvedimento non rappresenta un’assegnazione finanziaria formale, che potrà avvenire solo a seguito dell’approvazione del Piano regionale da parte degli organi ministeriali e dal relativo trasferimento delle risorse.
Marrone quasi ironicamente scrive nella sua lettera che “gli Enti Gestori (vale a dire i Consorzi) potranno liberamente valutare l’opportunità di accedere ad anticipazioni di cassa sulle somme programmate”. Ma quale libertà? Si tratta piuttosto di uno scaricabarile sui Comuni.
Ora la misura è colma ed è necessario l'intervento dello stesso Cirio! La Regione soccorra i consorzi ed eviti l’interruzione del servizio.
Anche perché, una volta validato il Piano regionale, le risorse saranno trasferite dal Governo solo a condizione che le rendicontazioni pregresse siano regolari per tutti i consorzi piemontesi. Si rischia davvero di finire al 2027 per un Fondo che riguarda il 2025!
La Giunta regionale anticipi i trasferimenti statali e supporti i consorzi che sono in difficoltà sulla rendicontazione del 2022 e del 2023.
Il Governo Meloni è colpevole di questa grave situazione, ma la Giunta Cirio cerchi di rimediare urgentemente con gli strumenti a propria disposizione!» così Monica Canalis, consigliera regionale PD.














