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Economia e lavoro | 07 ottobre 2026, 16:33

Expo Casa volta pagina dopo 63 anni, inizia l'era di Casàlia: viaggio in anteprima tra gli stand dell'Oval [FOTO]

Già oltre ventimila le registrazioni, con duemila professionisti attesi. Tra laboratori pratici e design, il nuovo salone riduce i giorni a quattro e scommette su un’esperienza a tutto tondo per l'abitare

Expo Casa volta pagina dopo 63 anni, inizia l'era di Casàlia

Expo Casa volta pagina dopo 63 anni, inizia l'era di Casàlia

All’Oval del Lingotto Fiere è un frenetico via vai di allestitori: si lavora agli ultimi dettagli per "costruire" la prima edizione di Casàlia, in vista dell’inaugurazione ufficiale di domani, giovedì 8 ottobre. Dopo ben 63 anni di storia e successi firmati Expo Casa, lo storico appuntamento torinese dedicato al mondo dell’arredamento cambia pelle e si reinventa, debuttando con un format completamente rivoluzionato e concentrato in quattro giorni, dall'8 all'11 ottobre, ad alto tasso di innovazione e coinvolgimento esperienziale.

​La risposta del pubblico ha già superato le previsioni: alla vigilia dell'apertura si contano già oltre 20.000 adesioni, con una significativa presenza di 2.000 professionisti del settore (il 10% del totale), tra architetti, interior designer, agenti e distributori. 

​Una sintesi perfetta tra tradizione ed esperienza

Ideato e organizzato da GL events Italia, il nuovo salone trasforma la fiera tradizionale in una piattaforma dinamica dove l'esposizione commerciale si fonde con la formazione e la sperimentazione diretta. 

​​"Abbiamo scelto di ridurre la durata dell'evento a quattro giorni anziché nove - spiega Barbara Beltramo, Exhibition Manager della manifestazione - per una città come Torino mi sembrava abbastanza importante ridimensionare e ristrutturare la manifestazione nel suo complesso. Anche il cambio di nome da Expocasa a Casàlia rappresenta un segnale forte: pur custodendo un'eredità di ben 63 anni di storia, la fiera necessitava di un’importante opera di ammodernamento. Casàlia non è più soltanto una fiera rivolta a chi deve ristrutturare, ma si apre a chiunque desideri acquistare elementi d'arredo, oggettistica e idee per abbellire la propria casa". 

​Più di 150 brand e il talento del Creative District

​Con oltre 150 brand e 119 espositori in arrivo da tutta Italia, tra cui molte realtà local, il salone pone al centro le esigenze abitative più variegate: dai rivestimenti e pavimenti in resina su misura offerti dalla torinese Rezina, alle soluzioni salva-spazio e agli arredi in legno massello e tatami di Arkiproject Design e Cinius; la saluzzese Pietro Cacciolatto design che lavora con materiali "sinceri", dal legno al ferro battuto per i mobili più variegati. E ancora le poltrone massaggianti per il relax domestico di Komoder, i sistemi letto firmati Puntonotte fino alle cucine outdoor in pietra lavica dell’Etna firmate dalla siciliana Foku.

​Un'attenzione particolare è riservata al Creative District, un’area nata per valorizzare artigiani, designer indipendenti e piccoli creativi che producono pezzi unici. Qui spiccano, tra gli altri, gli oggetti d'arredo realizzati in stampa 3D di Capsule Collections, le ceramiche lavorate a mano di Un Tè per Due, i tessili decorati di Purpurrì Lab e i percorsi olfattivi di Tonatto.

​"Il Creative District dà voce a piccoli artigiani che altrimenti non avrebbero mai avuto l'opportunità di accedere a una vetrina simile – rileva Beltramo – Gli espositori sono in crescita rispetto al passato e comprendono circa venti realtà completamente nuove che non hanno mai preso parte alle edizioni precedenti". 

​SOS Interior e la dimensione laboratoriale del Creative Lab

​La vera anima del cambio di passo sta nella spinta esperienziale. "Casàlia sceglie di raccontarsi al pubblico in un modo diverso – spiega Enrico Melato (Head of Marketing & Communication) - Accanto alla parte espositiva c'è una vasta area di esperienza dove i visitatori possono scoprire il mondo della progettazione dal vivo".

Tra le iniziative più attese c'è lo spazio SOS Interior, una corsia preferenziale in cui otto interior designer e consulenti sono a disposizione per incontri individuali gratuiti (one-to-one), guidando i visitatori tra restyling domestici, ristrutturazioni, palette cromatiche e ottimizzazione degli spazi.

Per chi vuole "sporcarsi le mani", due spazi dedicati al Creative Lab con laboratori pratici per imparare tecniche e realizzare piccoli oggetti da portare a casa: dalla creazione di terrarium tropicali con l'Associazione Orticola del Piemonte, dalla realizzazione di cuscini d'arredo con Magazzini Tessili fino alle sessioni di stampa tessile block printing e progettazione cromatica guidata dalla creatrice Nicoletta Carbotti. Quasi tutti i workshop sono già sold out.

"Per il pubblico che non ha trovato posto - aggiunge Melato - c'è ancora una possibilità di partecipare tramite le liste d'attesa o comunque venendo fisicamente agli eventi, perché teniamo qualche posto libero per dare l'opportunità a tutti di partecipare".

Cultura dell'abitare, crediti formativi e attività per famiglie

Non mancano le opportunità di approfondimento teorico all'interno del Distretto Culturale, con talk dedicati alla psicologia del colore, alla domotica, agli affitti brevi e alla gestione degli spazi quotidiani. Grazie alla collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Torino e AIPI, molti incontri tecnici permettono ai professionisti di acquisire crediti formativi (CFP).

L'evento pensa anche alle famiglie: nel fine settimana i più piccoli potranno cimentarsi nell'area Casalia Kids nel laboratorio "La Cameretta dei Sogni", imparando i concetti base dell'architettura e del design 3D attraverso i mattoncini LEGO.

A completare l'offerta culturale, la mostra d'arte e design "Turandot" curata da Gumdesign in un'area che vedrà l'esposizione di opere di artisti locali curati da Giuseppe Castellano.

Non solo case e arredamento. A Casàlia avrà luogo anche 10AM Morning Club: un appuntamento domenicale informale a base di musica, caffè e DJ set per vivere l'esperienza fieristica in una chiave totalmente nuova, conviviale e contemporanea.

Daniele Caponnetto

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