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Politica | 27 ottobre 2026, 15:10

Pagella a Lo Russo dopo 5 anni: "Bene Pnrr e investimenti periferie. Serve cambio su welfare e cantieri"

Bilancio della maggioranza: "Torino ha cambiato passo". Per il futuro la sfida della transizione ecologica

Pagella a Lo Russo dopo 5 anni: "Bene Pnrr e investimenti periferie. Serve cambio su welfare e cantieri"

"Sono cinque anni di lavoro, sicuramente molto impegnativi: siamo concentrati a concludere bene il nostro mandato". Era il 27 ottobre 2021 quando Stefano Lo Russo venne eletto sindaco di Torino. Dopo il quinquennio di amministrazione, con le Comunali alle porte nella primavera 2027, il primo cittadino ha commentato la sua esperienza questa mattina ai microfoni di To Radio: "Sono stati cinque anni di lavoro, sicuramente molto impegnativi: siamo concentrati a concludere bene il nostro il nostro mandato".

"Bene i fondi del Pnrr"

A sostenere la sua elezione, poi diventata maggioranza in Sala Rossa, ovviamente il Partito Democratico. Seduti sul lato destro anche Sinistra Ecologista (nel frattempo evoluta in Alleanza Verdi Sinistra), Torino Domani, Moderati e la lista civica Lo Russo, ora scissa in DemoS e Radicali +Europa.  Che in maniera univoca riconoscono al primo cittadino la capacità di aver investito bene i fondi del Pnrr, a partire dalla nuova Biblioteca Civica a Torino Esposizioni, fino al  nuovo Piano Regolatore.

Piazza Baldissera e Metro 2

Partito maggioritario ovviamente il Pd, con il capogruppo Claudio Cerrato che rivendica i risultati: "Torino ha cambiato passo, soprattutto dove per troppo tempo si era investito poco. Abbiamo destinato oltre 300 milioni alle periferie: siamo intervenuti in tutte le biblioteche, centri giovanili e case di quartiere". A questo si aggiungono grandi cantieri come piazza Baldissera, che "oggi funziona" e la "Metro 2".  

Ma c'è spazio anche per qualche nota: "I cantieri hanno pesato sulla vita quotidiana dei torinesi, più di quanto siamo riusciti a spiegare e ad attenuare. Erano necessari, ma potevamo comunicare meglio. E non ci ha aiutato un Governo che troppo spesso ha scelto lo scontro politico invece della collaborazione con la Città.”

"Transizione ecologica"

Condividendo l'importanza degli investimenti sulle periferie, la capogruppo Sinistra Ecologista Sara Diena aggiunge: "Nonostante i continui tagli del Governo Meloni agli enti locali, questa amministrazione ha scongiurato il rischio dissesto e iniziato un percorso di risanamento del debito". Tra le sfide del futuro: "la transizione ecologica: serve un grande piano strategico sulla crisi climatica che vada dal verde alla mobilità meno autocentrica ai "rifugi climatici". Altro tema è il lavoro: "occorre un'azione forte per ottenere politiche industriali all'altezza delle sfide di questo tempo: Torino sta pagando un prezzo troppo alto, come dimostra la situazione di Stellantis e di tutto l'indotto".

Il welfare

Per Tiziana  Ciampolini (Torino Domani): "la città ha ritrovato la capacità di costruire il proprio futuro". Dall'altro però c'è stata una "sottovalutazione dei diritti di partecipazione, dell’ascolto, oltre alla mancata riforma del welfare locale. Quest'ultimo funziona solo se chi ne beneficia lo percepisce come una conquista: oggi le persone si lamentano, gli operatori stanno male, non lo riconoscono più".

Parole condivise anche da Elena Apollonio (Demos): "Sul piano della tenuta sociale siamo in difficoltà: non è una responsabilità che possa essere addossata solo alla città, ma quando si apprende che 22 miliardi di euro di capitali privati sono fermi e non messi a frutto per creare occupazione, investire in formazione o progetti di innovazione sociale per giovani e meno giovani, mi chiedo cosa avremmo potuto fare". Positivo il giudizio sulla gestione di tutti i fondi del Pnrr, così come la crescita di attrattività dal punto di vista turistico e dei grandi eventi. 

Per il capogruppo dei Radicali Silvio Viale promossi il pragmatismo di Lo Russo, così come il nuovo Piano Regolatore e l'ospedale alla Pellerina. "Negativo l’occhiolino di buona parte della maggioranza alla piazza violenta, così come le ambiguità sulla movida" dell'amministrazione.

Investimenti sanitari

Per il capogruppo dei Moderati Simone Fissolo : "Lo Russo ha rimesso in moto Torino. Ora, però, serve un ulteriore salto di qualità. Tra le grandi trasformazioni di cui la città ha bisogno, manca ancora una spinta decisiva per la realizzazione del nuovo ospedale Maria Vittoria, nell'area di corso Regina Margherita".

"È da troppo tempo che Torino non vede nascere un nuovo ospedale. Dopo il rilancio di grandi infrastrutture come la nuova Biblioteca Civica e la futura linea 2, è necessario imprimere un'accelerazione anche all'edilizia sanitaria" conclude.
 

Cinzia Gatti

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