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Viabilità e trasporti | 06 novembre 2026, 15:20

"Basta pedoni e ciclisti morti": domenica a Torino presidio davanti a Porta Nuova

Appuntamento dalle 10:30 alle 12, anche nel ricordo del piccolo Nicolò

"Basta pedoni e ciclisti morti": domenica a Torino presidio davanti a Porta Nuova

Domenica presidio a Porta Nuova per ricordare le vittime della strada, ma anche per chiedere più sicurezza. L'appuntamento è fissato il 15 novembre dalle 10:30 alle 12, davanti alla stazione. In occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime sulla strada, le associazioni FIAB di Piemonte e Valle d’Aosta, insieme a tante altre realtà del territorio, hanno deciso di organizzare questa iniziativa.

Il piccolo Nicolò

Un evento anche arriva a poco più di un mese e mezzo dalla morte del piccolo Nicolò Di Ciò. Il 22 settembre scorso il piccolo di 7 anni è stato ucciso mentre andava a scuola in bicicletta, lungo il controviale di corso Regina Margherita.

La sua morte ha scosso profondamente la cittadinanza e ha dato vita alla Ciclabile Umana, il presidio quotidiano che per più di un mese, ogni giorno ha coinvolto centinaia di persone. Una mobilitazione dal basso che ha portato anche ad un confronto con l'amministrazione Lo Russo, dove 13 associazioni e comitati hanno presentato un piano in cinque punti, chiedendo più sicurezza per la mobilità dolce nelle strade del capoluogo.

Pedoni e ciclisti morti in Piemonte

Secondo l’Osservatorio ASAPS-SAPIDATA, dall’inizio del 2026 sulle strade italiane sono morte 202 persone in bicicletta e 353 a piedi, di cui 21 e 29 in Piemonte. Velocità eccessiva e carenza di infrastrutture sicure sono tra le cause su cui intervenire con urgenza. 

Le richieste

Da qui il presidio di domenica, promosso tra gli altri anche da Circolo Legambiente Molecola, Comitato Torino Respira, Comitato Vanchiglia Insieme, Pro Natura Torino e ACMOS. "Vogliamo - spiegano le realtà, insieme al FIAB - che la sicurezza delle persone diventi il centro delle politiche della mobilità. Servono una revisione profonda della riforma, più investimenti nella prevenzione e nel trasporto pubblico, infrastrutture sicure e strumenti efficaci per permettere ai Comuni di proteggere chi si muove a piedi e in bici".

Cinzia Gatti

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