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Politica | 29 aprile 2018, 10:53

Banda ultralarga, Borghi (Pd): "Da Infratel e Open Fiber i territori montani hanno bisogno di certezze"

"Servono sicurezze su tempi e modalità di intervento". Interrogazione al Ministro Calenda

Banda ultralarga, Borghi (Pd): "Da Infratel e Open Fiber i territori montani hanno bisogno di certezze"

"Certezze sui tempi? Sulla banda ultralarga mi risulta che il piano di intervento previsto da Infratel e dal concessionario Open Fiber nelle aree bianche del Paese sia completamente saltato. E questo è molto preoccupante, in particolare per i Sindaci e gli Amministratori locali che aspettano da tempo di poter disporre di migliori servizi di connettività per il loro paesi e città, così da ridurre il digital divide". Così l'on. Enrico Borghi, Deputato e Segretario del Gruppo PD a Montecitorio, in merito ai ritardi nella posa della Bul, la banda ultralarga, dorsale per ammodernare il Paese, opera possibile grazie a un ingente investimento di fondi europei e statali.

"I soldi ci sono, le tecnologie anche. Ma Open Fiber deve accelerare i tempi, con Infratel e il MInistero dello Sviluppo economico che esercitano uno stretto e decisivo controllo su quanto sta facendo e farà la società posseduta da Enel e Cassa Depositi e prestiti, chiamata a gestire quasi 4 miliardi di euro di investimento in infrastrutture, in tutte le Regioni".

Borghi sul tema banda ultralarga nelle "aree bianche", quelle montane e interne del Paese, a fallimento di mercato dunque necessitarie dell'intervento pubblico, ha presentato un'interrogazione al Ministro Calenda.

"Ho ricevuto da molti Sindaci le preoccupazioni sui tempi e sulle modalità di intervento di Open Fiber - spiega Borghi, che ha chiesto anche un incontro con Franco Bassanini, presidente della società - Abbiamo bisogno di conoscere i veri tempi, di stringerli e poi abbiamo bisogno di lavorare in fretta, anche per sapere chi attiverà quella nuova fibra ottica posata, oltre a quali servizi verranno veicolati dalla pubblica amministrazione e dalle imprese. Servizi per rendere finalmente l'Italia un Paese digitale. Quattro di euro di impegno e investimenti richiedono che tutti i tasselli siano definiti e noti ai Sindaci, fondamentali per l'attuazione del Piano, visto che si scava e si posano reti sui loro territori".

Ridurre il digital divide è decisivo. "Non senza - aggiunge Borghi - un lavoro efficace su telefonia mobile e servizio televisivi. Troppi italiani che vivono nelle aree montane, Alpi e Appennino, non hanno accesso a questi servizi, faticano a fruirne. Non è ammissibile e sto già lavorando, con diversi colleghi del Pd, a un piano di azione immediato sull'Italia digitale che vogliamo concretizzare con risorse pubblico e impegno delle società private".

 

 

 


c.s.

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