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Economia e lavoro | 23 ottobre 2018, 07:20

Un'estate a vele aperte, ma senza vento per l'economia piemontese

I dati del terzo trimestre mostrano una sostanziale stabilità (+0,05%) rispetto al periodo precedente. Dardanello: "Manca lo scatto in avanti, qualitativo e quantitativo, per agganciare la ripresa"

Un'estate a vele aperte, ma senza vento per l'economia piemontese

Un'estate di "bonaccia" per l'economia piemontese. Nel senso che non si è andati indietro, ma nemmeno c'è stata quella spinta in avanti che sia segno inequivocabile che le cose vanno bene.

Lo dicono i dati di Unioncamere Piemonte, secondo cui nel terzo trimestre 2018 il tessuto imprenditoriale piemontese ha manifestato una sostanziale stabilità. Nel periodo luglio-settembre 2018, infatti, sono state 4.317 le aziende nate in Piemonte, dato leggermente più basso rispetto a quello registrato nel corso del II trimestre 2017 (4.499). Al netto delle 4.106 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo è positivo per sole 211 unità (nel II trimestre 2017 il saldo era stato di 469 unità), dato che porta a 433.842 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine settembre 2018 presso il Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,05%, lievemente più ridotto rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2017 (+0,11%) e inferiore rispetto a quello rilevato a livello medio nazionale (+0,20%).

“Il Piemonte in questo III trimestre continua a non brillare: le imprese piemontesi non riescono a compiere quello scatto qualitativo e quantitativo che permetta all’intero sistema economico di agganciare la ripresa. Le aziende della nostra regione, per lo più piccole e poco strutturate, hanno bisogno di un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni regionali e nazionali e di politiche ad hoc più incisive e determinanti”, dichiara Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte.

La stazionarietà registrata a livello medio regionale è stata il frutto dei risultati lievemente positivi registrati in quasi tutte le province piemontesi. Novara e Asti, con un tasso di crescita rispettivamente pari a +0,19% e +0,14%, hanno realizzato le dinamiche migliori. Verbania, con una crescita del +0,12% e Vercelli, con un tasso pari al +0,09%, hanno evidenziato ritmi espansivi leggermente migliori rispetto alla media regionale, mentre Torino (+0,05%) ha mostrato una dinamica identica a quella media piemontese. Trend più lenti, ma pur sempre debolmente positivi, hanno caratterizzato le altre province del Piemonte meridionale: Alessandria (+0,03%) e Cuneo (+0,02%). Il risultato meno brillante appartiene, ancora una volta, al territorio biellese (-0,26%).

Dall’analisi per classe di natura giuridica, si osserva come ancora una volta siano le società di capitale (+0,59%) a realizzare il risultato più brillante, seguite dalle altre forme (+0,06%). Le ditte individuali (-0,04%) e le società di persone (-0,16%) mostrano, invece, ancora una contrazione della propria base imprenditoriale.

Analizzando l’andamento del tessuto imprenditoriale regionale in base ai settori di attività economica, emerge un andamento positivo per turismo e altri Servizi (entrambi segnano un +0,33%), piatto l’andamento evidenziato da agricoltura e costruzioni (ambedue i settori registrano un -0,01%), negativi, invece, i tassi di crescita del commercio (-0,14%) e dell’industria in senso stretto (-0,17%).

M.Sci

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