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Attualità | 13 dicembre 2018, 07:00

San Pietro in Vincoli, i comitati “no suk”: “Il Comune governa contro la popolazione”

Lettera ai consiglieri comunali e alla sindaca Appendino: “Tutti vogliono spostare il suk, ma è ancora lì”. E minacciano una protesta più aspra da gennaio. “Da noi non ci sono madamine o montanine”

San Pietro in Vincoli, i comitati “no suk”: “Il Comune governa contro la popolazione”

“Abbiamo chiesto aiuto, sperato, progettato, proposto”. Inizia così la lettera inviata da associazioni, commercianti e residenti di San Pietro in Vincoli ai consiglieri comunali di Torino e alla sindaca, Chiara Appendino, per alzare la voce sul tema dello spostamento del mercato del libero scambio, che da 18 anni si tiene ogni sabato negli spazi di fronte all’ex cimitero.

“Sono tutti d’accordo – scrivono, elencando i vari assessori, consiglieri comunali e della Circoscrizione 7, che nel tempo si sono dimostrati favorevoli al trasferimento del mercato – ma niente è stato fatto di concreto. È ancora tutto fermo lì, uguale a prima”.

Sullo sfondo c’è una situazione che, nel tempo, è stata arginata con controlli di Polizia, poi un presidio dei vigili urbani e anche dei cartelli per il divieto di sosta fuori dagli orari del mercato, dato che il problema riguarda anche i caravan che occupano i posti ben prima del mercato. Il risultato, però, è stato quello di vietare la sosta anche ai residenti. “Ci siamo persuasi – prosegue la lettera – che state governando un territorio contro gli stessi diritti della maggioranza della popolazione del territorio stesso”.

“Da noi non ci sono qualche madamina o qualche montanina – attaccano –, ma persone che si spaccano la schiena tutti i giorni e invocano il diritto di lavorare con dignità nel rispetto delle regole per tutti”. Ma la lettera si conclude con la minaccia di “inasprire” la protesta dal mese prossimo, ipotizzando anche alcune azioni, come lo stop al pagamento del suolo pubblico o la creazione di un movimento “No Barattolo”.

Per adesso il tono è provocatorio, per adesso.

Paolo Morelli

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