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Via Filadelfia 88 | 08 febbraio 2019, 08:00

Ti seguirò ovunque giocherai

35 anni in viaggio con la Juventus, partendo dalla Valtellina.

Ti seguirò ovunque giocherai

Ti seguirò ovunque giocherai non è solo, come afferma Luca Beatrice nell’Introduzione del libro omonimo, l’incipit di un inno curvaiolo. È un modo di essere che annulla qualsiasi differenza, quando si è trascinati dal fattore J.

Gli status sociali, le divergenze ideologiche, i colori politici, il sesso opposto, svaniscono all’unisono difronte alla rilevanza del tifo. Il Tifo cementa, unifica. 

Donne e uomini, bambini e vecchi, diventano ‘i tifosi’: profeti di un rito laico che sublima nell’attaccamento alla Maglia, la propria incommensurabile Fede. 

Come quella di Paolo Cinati, juventino doc della Valtellina, il cui domicilio e l’amore per quei colori unici lo relegano a essere perennemente in trasferta. Il destino che accomuna migliaia di tifosi bianconeri, esuli in Patria. 

In questa ‘autobiografia da tifoso di Tirano’, scritta con l’ausilio di Marco Quaroni Pinchetti, attuale direttore di ‘Classix’ e ‘Classix Metal’, si rivivono, per tanti come me, momenti calcistici unici e irripetibili, ma vividi nella memoria. 

Non solo un revival di date, giocatori e stadi, ma le descrizioni di mille avventure, vissute analoghe da tanti di noi, in mitiche trasferte. 

Evelina Christillin, sangue bianconero doc che ha curato la Prefazione del testo, identifica il vissuto di Cinati come la sua personale Guerra e Pace, con le vittorie e le sconfitte, i generali e i soldati, la Storia e la Memoria di trent’anni a strisce black & white. 

Di quegli anni si rispolverano modi d’essere e consuetudini, come quella del Comune di Genova che a cavallo degli anni Novanta era solito far rimuovere le auto non targate Genova fuori dallo stadio. Un modo come un altro per fare cassa e pagare i lauti stipendi ad amministratori e congiunti degli stessi. 

Anni in cui le varie emittenti televisive gareggiavano per cercare di accaparrarsi i primi eventi calcistici da irradiare attraverso il tubo catodico. Come quella partita a Tenerife con la Juve in Coppa UEFA (1994), trasmessa in esclusiva su Telemontecarlo, la cui visione era assente a Tirano ma non nei paesi limitrofi. 

Ed era una gara tra molti il cercare un bar in cui poter vedere l’incontro.

L’epicentro narrativo sono i match di Coppa Campioni, la moderna Champions League. 

Le inenarrabili sconfitte hanno creato la psicosi da finale di coppa, presente non solo nell’autore, ma in ogni juventino brizzolato. 

I momenti spasmodici in attesa dei rigori con l’Ajax a Roma, li descrive come un’allucinazione degna di ‘Trainspotting’, il capolavoro di Danny Boyle.

La vittoria è talmente attesa e incredibile che solo la telefonata alla moglie, che le conferma che è tutto vero, le regala la certezza che la Coppa è davvero bianconera.

Il libro, che scorre velocissimo nella lettura, si conclude con l’addio di Conte, con il clima di assoluta incredulità che aleggiava sotto gli occhi sbigottiti di molti.

Nel mentre, la speranzosa attesa e la curiosità di conoscere il nominativo del nuovo allenatore.

Il resto è storia risaputa, con ‘Acciughina’ diventato ‘Il Mister’, sedutosi al ristorante senza neanche chiedere il costo delle portate. Divenute, col passare degli anni, sempre più ghiotte. Come le nostre ambizioni. 

Beppe Franzo 

Leonardo Tancini-Marco Quaroni Pinchetti, Ti seguirò ovunque giocherai, edizioni ultra sport, 2018, pagg. 139, € 14

Beppe Franzo

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