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Sanità | 20 novembre 2019, 11:00

In Pronto soccorso per una caduta in casa, le scoprono e la salvano da un aneurisma gigante dell'arteria renale

Eccezionale intervento eseguito all'ospedale Mauriziano di Torino

In Pronto soccorso per una caduta in casa, le scoprono e la salvano da un aneurisma gigante dell'arteria renale

In Pronto soccorso per una caduta in casa e rottura di femore, le scoprono un aneurisma gigante dell'arteria renale e viene salvata con un eccezionale intervento in urgenza dall'équipe di Urologia dell'ospedale Mauriziano di Torino.

Sono le 11 di mattina. Una signora di 73 anni non si sente bene. Chiama le figlie che accorrono e suonano al campanello della mamma. La signora si alza, ma scivola e cade, sentendo un gran dolore alla coscia destra. Ma si rialza ed apre il portone. Le figlie accorrono, la sorreggono e la mettono a letto. Nel frattempo viene attivato il 118, che in poco tempo è a casa della signora. Il medico non ha dubbi sulla rottura del femore e l'ambulanza la porta al Pronto soccorso dell'ospedale Mauriziano di Torino. La signora viene visitata da una dottoressa del Dipartimento di Emergenza, che conferma la diagnosi di frattura del femore a destra. Ma la paziente vuole togliersi un ulteriore dubbio a proposito di un dolore a intermittenza che ha sul fianco sinistro da una settimana. La dottoressa per un giusto scrupolo decide di approfondire e di farle fare una ecografia dell'addome, che evidenzia una massa strana nel rene sinistro. Chiede di fare una TAC. E lì la sorpresa. La radiologa di turno fa diagnosi, oltre che di frattura del femore, di aneurisma gigante dell'arteria renale sinistra (uno sfiancamento della parete dell'arteria che nutre il rene) in fase di rottura che sarebbe stato immediatamente letale.

Subito viene attivato il radiologo interventista, che, entro 20 minuti, in una sala operatoria radiologica apposita, con un lungo e sottile catetere inserito alla radice della coscia cerca di tappare la falla dell'arteria. Ma non è sufficiente perché l'aneurisma è troppo grande. Viene avvisato il Direttore del Dipartimento Chirurgico dottor Andrea Gaggiano, che, presa visione del caso, attiva gli urologi. Sono le 15 e la paziente è già sul letto operatorio. L'équipe urologica, diretta dal primario dottor Roberto Migliari, da poco nominato direttore di Urologia dal Direttore Generale Maurizio Dall'Acqua, e coadiuvato dai dottori Surleti e Ghabin, è già pronta ed inizia subito l'intervento. E' una corsa contro il tempo. “Un aneurisma dell'arteria renale di queste dimensioni (9 cm) è davvero eccezionale” racconta il dottor Migliari, “come eccezionale è che non provochi la morte per emorragia quando si rompe”. Nel cadere, verosimilmente, l'aneurisma, che la paziente non sapeva di avere, si è rotto ed ha cominciato a perdere sangue. I chirurghi lavorano rapidamente, non possono perdere tempo, arrivano all'aneurisma, lo isolano e lo legano. Sono costretti a togliere il rene che l'aneurisma aveva trasformato in una sacca. Ma la paziente è salva. Sono le 18,30. L'intervento è tecnicamente riuscito e la paziente sta bene e può andare a riposare nel letto in reparto.

redazione

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