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Economia e lavoro | 13 gennaio 2020, 19:33

Coldiretti–dazi Trump: "Scade l’ultimatum, vino Made in Piemonte non deve farne le spese”

Per questo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha scritto ai commissari Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al commercio Phil Hogan in vista della missione a Washington DC

Coldiretti–dazi Trump: "Scade l’ultimatum, vino Made in Piemonte non deve farne le spese”

Con la conclusione della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) degli Usa, sulla nuova lista allargata dei prodotti Ue da colpire, scade oggi l’ultimatum sui nuovi dazi da applicare a cibi base della dieta mediterranea, tra i quali verrebbero colpiti anche il vino piemontese, sempre più apprezzato fuori dai confini europei.

Per questo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha scritto ai commissari Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al commercio Phil Hogan in vista della missione a Washington DC. Con la nuova black list Trump minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, andando a colpire  i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare in Usa, che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019, secondo l’analisi della Coldiretti.

Dall’aumento dei dazi dello scorso ottobre si erano salvati vino e olio di oliva, che invece sembrano essere nel mirino della nuova tassazione: se entrassero in vigore, oltre a subire un danno diretto le imprese che commercializzano con gli USA, per gli stessi consumatori americani sarebbe più costoso garantirsi cibi di alta qualità importanti per la salute come dimostra, l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.

“Il vino made in Piemonte – dichiarano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - grazie agli alti standard qualitativi, è molto apprezzate all’estero, mercato sul quale le nostre imprese stanno sempre di più investendo per accrescere la notorietà delle produzioni della nostra terra. Negli Usa è già particolarmente apprezzato visto che ne assorbono il 35% e le esportazioni hanno raggiunto i 200 milioni di euro: non possiamo mettere a rischio tale giro d’affari che, venendo meno, provocherebbe enormi perdite per le nostre imprese vitivinicole".

"Oltretutto, il Piemonte – concludono Moncalvo e Rivarossa - paga già il conto delle perdite per effetto dei dazi al 25%, scattati il 18 ottobre scorso, con il Gorgonzola. Coldiretti apprezza gli sforzi messi in campo per cercare di bloccare la disputa commerciale con l’Amministrazione USA, che speriamo possano avere esito positivo, ma è comunque necessario sottolineare la necessità che la Commissione europea agisca il più rapidamente possibile, al fine di evitare ulteriori escalation delle misure di ritorsione che gli USA stanno minacciando di applicare”.

comunicato stampa

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