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Cronaca | 27 gennaio 2020, 09:00

Carrozzeria e officina che andavano alla grande, ma erano del tutto abusive e fuorilegge

La situazione è stata scoperta dalla Guardia di Finanza nei territori di Torino e Druento: interventi e riparazioni avvenivano senza rispetto di regole su sicurezza e ambiente

Carrozzeria e officina che andavano alla grande, ma erano del tutto abusive e fuorilegge

Una carrozzeria che faceva da officina, ma anche verniciatura e tutta un'altra serie di attività sulle automobili. Per ottenere i suoi servizi - in un luogo non visibile dall'esterno e raggiungibile solo da clienti fedeli e prenotazioni via Internet - era necessario essere inseriti nel giro. Il motivo? Uno solo: era tutto completamente abusivo.

A scoprire la situazione sono stati i Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno condotto l’intervento in collaborazione con il personale dell’Arpa Piemonte e della polizia Municipale di Druento. Per prima cosa hanno circoscritto l’intera area dove, all’interno di capannoni perfettamente attrezzati, meccanici e carrozzieri effettuavano riparazioni a dispetto di tutte le norme a salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente. All’interno dell’officina era praticamente impossibile accedere visto che l’intera area era posizionata all’interno di un compendio chiuso e non visibile dall’esterno.

A finire nei guai, il proprietario dell’attività abusiva, un quarantenne torinese, che non si è fatto mancare nulla. Oltre alle gravi responsabilità legate all’esercizio abusivo dell’attività, i finanzieri hanno anche riscontrato gravi anomalie per quanto attiene lo smaltimento dei residui della lavorazione; l’uomo, nel tempo, aveva infatti “alimentato” una vera e propria discarica ambientale di rifiuti pericolosi e potenzialmente nocivi per la salute pubblica.

Ma non solo, gli inquirenti, al loro arrivo, tra le numerose autovetture in attesa di manutenzione, hanno anche riscontrato che praticamente l’interno staff aziendale prestava la sua opera totalmente “in nero”, esposto, in tal modo, ad elevati rischi in termini di sicurezza e di garanzie assistenziali. Per le gravi irregolarità l’attività è stata chiusa.

Oltre all’aspetto fiscale della vicenda, che sicuramente avrà un suo seguito, l’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per reati ambientali e sanzionato per oltre 70.000 euro.

redazione

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