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Scuola e formazione | 22 settembre 2017, 07:10

Da casa all'università di Torino: il bus è il mezzo preferito, ma chi ci va in bici è più felice

E' questo il dato che emerge da un'indagine nazionale sulla mobilità, alla quale ha preso parte anche l'Ateneo di Torino

Foto da Gratisography

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Per andare da casa all’università studenti e docenti scelgono in maggioranza bus e metro, ma chi la raggiunge in bicicletta è più felice. E’ questo uno dei dati emersi da un'indagine nazionale sulla mobilità, alla quale ha aderito anche l’Università degli studi di Torino.

“L’Ateneo - dichiara Egidio Dansero, Delegato del Rettore alla Sostenibilità ambientale -, con di una comunità di oltre 70000 persone, ha un impatto rilevante sulla città che lo ospita. Ogni giorno, infatti, buona parte di tale collettività si sposta da casa per recarsi presso una delle 120 sedi di un ateneo che è per giunta fortemente distribuito sul territorio metropolitano.”

L’indagine ha coinvolto un campione di quasi un quarto dell’intera popolazione universitaria (17.500 risposte), e descrive gli spostamenti per modalità, tempi di viaggio, facendo attenzione alla stagionalità estate-inverno e alle differenze tra le componenti della comunità.

Solo la metà dei tragitti casa-università sono compiuti in un unico modo: sempre più, infatti, la mobilità diviene intermodale, combinando diversi sistemi di trasporto.

Come modalità principale del viaggio l’auto privata è scelta solo nel 16% dei casi, a fronte di un 25% del trasporto pubblico urbano e di un 18% della ferrovia. La bicicletta è il mezzo prevalente solo nel 4,2% dei casi, ma nella stagione più estiva la quota raddoppia arrivando quasi all’8%, affiancata dal bike sharing che aggiunge un 0,6% d’inverno e quasi un 2% d’estate.

Rilevante anche la quota che va prevalentemente a piedi in università, pari al 12%. Distinguendo per ruolo tra studenti, docenti e personale tecnico, tuttavia, si evidenziano differenza significative, laddove i docenti usano l’auto molto di più, con punte oltre il 40% d’inverno, e molto poco il TPL. Al contrario tra i docenti vi è anche una rilevante quota di ciclisti (12-13%), superiore alle altre categorie, laddove gli studenti sono più assidui utilizzatori di bus, tram e metropolitana (utilizzati in modo prevalente dal 50% di essi).

In ogni caso, la percezione soggettiva di soddisfazione per come si svolge il proprio tragitto casa-università è migliore per ciclisti e pedoni (con un voto intono a 8/10), con a seguire il bike sharing (voto 7), l’auto privata solo 6° con voto di 6,5. Insoddisfazione è invece segnalata da chi ha treno o autobus come modalità prevalenti di viaggio.

Considerando l’intero spettro di modalità di viaggio combinate e raggruppando quelle ad elevato grado di sostenibilità (in sostanza tutte le combinazioni tra TPL e la cosiddetta active mobility, a piedi ed in bici), i dati premiano gli studenti, con oltre l’80 di spostamenti pienamente sostenibili, mentre i docenti si  fermano al 55% e il personale tecnico al 60%.

Tra le criticità percepite come problematiche, la congestione del traffico prevale, insieme all’affollamento eccessivo del TPL. Per chi usa la bicicletta il problema principale è la mancanza di percorsi sicuri.

Cinzia Gatti

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