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torinoggi.it | 26 gennaio 2018, 07:29

Corruzione nel pubblico e nel privato: come si estirpa?

Se ne parlerà lunedì sera, in occasione del convegno organizzato da Ucid Torino. Appuntamento alle 21.15 in corso Palestro 14

Corruzione nel pubblico e nel privato: come si estirpa?

Corruzione: una piaga che lega, purtroppo, settore pubblico e settore privato. E che spesso sembra essere una malattia senza rimedio.
Eppure c'è chi non si è rassegnato e prova a gettare le basi per una "reazione" a uno stato di cose che non può essere preso come dato di fatto inevitabile.

Per esempio l'Ucid Torino - Unione cristiana imprenditori dirigenti - che organizza per lunedì sera un convegno dal titolo quasi didascalico: "La corruzione: come estirparla nel pubblico e nel privato". Un evento programmato per le 21.15 presso la Sala Blu di Corso Palestro 14. Tra gli interventi previsti, quelli di Roberto Ferrazza (provveditore alle Opere pubbliche Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria) e Paolo Berionni, vicepresidente nazionale di ADACI e direttore Supply chain LinaNova (già Sorin group).

"La fede cattolica è un fatto strettamente personale - spiega Alberto Carpinetti, presidente di Ucid Torino -, ma adottare un comportamento etico e morale è una questione che va al di là del credo religioso. Ci sono valori che sono comuni a tutti e per questo motivo vogliamo creare una cultura e un confronto che permetta di mettere in rapporto chi ha responsabilità professionali".

Certo, il convegno non si illude di avere la ricetta giusta in tasca. "Non abbiamo la soluzione, ma possiamo invitare le persone a ragionare e a cercare di capire. Nel pubblico e nel privato esistono modi di ragionare e operare anche diametralmente opposti, sebbene il meccanismo dovrebbe essere simile. E questo può portare a storture. Ecco perché abbiamo cercato di mettere insieme due o tre persone che conoscono bene questi mondi, per lavoro, per conoscerne meglio le dinamiche e capire cosa possiamo fare per minimizzare gli effetti negativi della corruzione: dal rifiuto di concorrere laddove si riscontrano condizioni irregolari alla forza di denunciare e di fare rete, per farsi forza reciprocamente e valorizzare chi opera in maniera corretta".

"In questa maniera - conclude Carpinetti - si scoprirà che con azioni moralmente corrette si arriva a ottenere risparmi per l'intera collettività. Come dice la dottrina sociale della Chiesa, bisogna lavorare al bene comune, che è il meglio per tutti".

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