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Scuola e formazione | 28 maggio 2018, 14:04

Studenti-ecologisti in via Artom: "Così riscopriamo l'appartenenza a Mirafiori"

L'Istituto Engim ha partecipato questa mattina all'iniziativa "Puliamo il territorio" della Circoscrizione 2

Studenti-ecologisti in via Artom: "Così riscopriamo l'appartenenza a Mirafiori"

Dalle lezioni di sala e bar alla pulizia dei giardini in periferia. Gli studenti dell'istituto professionale Engim San Luca, a Mirafiori Sud, sono stati impegnati stamattina nella cura di una delle aree verdi poco distante dalla loro sede, tra via Artom e via Farinelli.

Il progetto "Puliamo il territorio" è un'iniziativa della Circoscrizione 2, in collaborazione con Torino Spazio Pubblico e Amiat, che a sua volta coinvolge alcuni detenuti a scopo riabilitativo. 

Da metà maggio vede la partecipazione di alcune scuole del territorio, dopo il primo esperimento con l'istituto "Primo Levi" nel parco di via Farinelli. 

Questa mattina i ragazzi coinvolti avevano per lo più dai 15 ai 18 anni, ma anche adulti che frequentano corsi all'interno delle categorie protette. A coordinare il lavoro, i volontari che abitualmente si occupano di tenere in ordine i giardini del quartiere, con il vicepresidente della Circoscrizione 2 Alessandro Nucera

A tutti i partecipanti sono stati forniti assicurazione e attrezzi idonei, tra rastrelli, pinze per raccogliere le cartacce e scope. 

"Non è un'area più sporca di altre - ha spiegato Giuliano Taurisano di Torino Spazio Pubblico - "ma vogliamo sfatare il luogo comune che solo le periferie siano lasciate a se stesse. Anche in zone più centrali i giardini, se non curati, si ritrovano presto in stato di degrado. Qui, di certo, il verde è fondamentale per gli abitanti delle case popolari".

E proprio l'identità territoriale è uno dei punti di forza della didattica di Engim, che ha già all'attivo in Circoscrizione 2 un progetto con gli spazi anziani per offrire gratuitamente servizi di acconciatura a chi è più in difficoltà.

"Mirafiori non è un quartiere come tanti altri", racconta la dirigente Emanuela Golzio. "Ha una storia tutta sua, una lunga tradizione. Gli anziani che ci vivono sono molto legati, così vogliamo che anche i giovani lo percepiscano. Prendersi cura del verde di certo aumenta questo senso di appartenenza, e fa capire loro che anche il più piccolo rifiuto ha un peso. Insegniamo così il senso civico nella dimensione del nostro quartiere".

Manuela Marascio

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