"I tamburi di guerra di Maura Paoli, consigliera grillina attorno alla quale si ritrovano altre 4 o 5 consiglieri "critici" verso la gestione Appendino, sono l'ennesima conferma di una giunta sempre sull'orlo del baratro quando vengono a galla scelte strategiche e importanti, come è la candidatura di Torino e dei Comuni m0ntani della Via Lattea per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Il sindaco è finora riuscita a mettere la sordina al malcontento che serpeggia nel gruppo M5s, ma evidentemente la frattura politica si sta consumando più rapidamente di quanto si potesse immaginare.
Quando temi come le infrastrutture o i grandi eventi vengono in primo piano nel mondo grillino riaffiorano le pulsioni delle origini e l'orizzonte della "decrescita felice" prevale sul resto. Mi permetto di segnalare al sindaco Appendino che quando si arriva davanti al bivio, in politica ancora più che nella vita, non resta da fare altro che scegliere. Non è consentito fermarsi, perché significa accettare la paralisi e la non decisione. Lei ha un'occasione, ancora oggi, importante per dare una svolta a una giunta che da troppi mesi ha scelto di galleggiare. Trovi il coraggio di sbaraccare, prenda l'iniziativa di chiamare al governo della città quelle forze dinamiche del mondo dell'impresa, dell'impegno sociale e del volontariato per imprimere una svolta produttivistica attesa da tutta la città. Appendino può farlo per ridare un senso e una prospettiva a un'amministrazione destinata altrimenti a infrangersi sulle proprie contraddizioni. A meno che, cosa che io non auspico, non abbia deciso di abbandonarsi alla corrente della "decrescita felice", forse per il M5s, ma certo non per Torino".



















