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torinoggi.it | 05 luglio 2019, 13:00

Juni Vitale difende il Kappa Futur dagli attacchi: “Il mio festival è un esempio”

Al via domani la rassegna internazionale di musica elettronica che richiamerà 50mila spettatori da 99 paesi del mondo. Tecnologie avanzate e premi per ridurre l'impatto sonoro e ambientale sulla città

Juni Vitale difende il Kappa Futur dagli attacchi: “Il mio festival è un esempio”

“Per ora siamo a 99 paesi presenti, ma all'inaugurazione mi auguro di raggiungere quota 100: meglio di noi fa solo Slow Food con Terra Madre”: è orgoglioso Maurizio “Juni” Vitale quando parla del Kappa Futur Festival. La rassegna internazionale di musica elettronica, al via domani al Parco Dora, richiamerà a Torino 50mila spettatori provenienti da tutto il mondo, che si scateneranno sotto ai 4 palchi grazie ad artisti del calibro di Carl Cox e Charlotte De Witte.

Il patron, figlio dell'imprenditore che alla fine degli anni '60 lanciò il marchio Robe di Kappa nell'olimpo della moda, difende la sua “creatura” da alcuni attacchi ricevuti negli ultimi giorni: “Non si venga a dire – dichiara – che costiamo, al contrario sono costati i festival che negli ultimi 25 anni sono spariti perché non hanno generato economia, parola che qualcuno non vuole sentirsi dire. La nostra ricaduta sul territorio è evidente: 1000 occupati, promozione del territorio attraverso una rassegna stampa internazionale, 50mila presenze e 500mila € portati alla città grazie al progetto Monica”.

L'attenzione di Vitale si sposta poi sull'impatto sonoro, controllato attraverso 16 rilevatori in grado di individuare con precisione eventuali sforamenti, e ambientale sulla città: “Sono due temi fondamentali – continua – su cui siamo sempre molto attenti: tecnologie come controfase e delay, insieme al lavoro fatto sulla direzionalità degli impianti, ci permetteranno di abbattere le emissioni verso l'esterno migliorando contemporaneamente l'acustica sui dancefloor. Per quanto riguarda l'ambiente abbiamo previsto uno smaltimento differenziato in collaborazione con Amiat, mentre grazie al progetto TrashEd di Global Inheritance chi porterà al centro di raccolta un rifiuto abbandonato potrà ricevere premi come bottiglie d'acqua, t-shirt del festival o biglietti per Movement”.

A rispondere alle critiche è anche l'assessore all'ambiente Alberto Unia: “Quando un festival – dichiara - è così importante, consolidato e funzionante dobbiamo tenercelo stretto a costo di concedere qualche sconto: in compenso gli organizzatori si sono impegnati a ripristinare alcune strutture del parco anche non utilizzate direttamente. La questione dell'abusivismo, invece, non sta in piedi perché gli uffici del verde hanno concesso tutte le autorizzazioni necessarie al montaggio, comprensive di controlli quotidiani”.

Marco Berton

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