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Economia e lavoro | 26 settembre 2019, 19:10

Una miniera di risorse per aiutare le aziende più talentuose: con Rif-T fino a 136 milioni da Compagnia di San Paolo e Banca Europea Investimenti

Dopo l'esperienza positiva di Rif, dedicata però solo al Centro-Sud, ora l'occasione di sfruttare fondi pubblici e privati si estende al Nord-Ovest con uno strumento gestito da Equiter. Profumo: "Stabiliamo un rapporto di fiducia con imprese spesso intimorite. Pronti a creare un modello anche per altre Fondazioni"

Una miniera di risorse per aiutare le aziende più talentuose: con Rif-T fino a 136 milioni da Compagnia di San Paolo e Banca Europea Investimenti

Un nuovo fondo per aiutare e sostenere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Nord Ovest. Si chiama RIF-T, nasce a Torino e deve le sue origini a due attori autorevoli del mondo economico-finanziario come la Compagnia di San Paolo e BEI, Banca europea degli investimenti. Ma soprattutto vanta nel suo albero genealogico un predecessore importante: il fondo RIF, che in tempi recenti (da marzo 2018 in poi) ha già potuto mettere risorse importanti a disposizione di progetti di sviluppo di 8 regioni del Centro-Sud.

Proprio questo vincolo "geografico" ha finito, però, per stimolare la nascita di uno strumento che potesse dare risposte anche al Nord del Paese. Un'area da cui erano arrivate ben 48 delle 150 candidature a RIF, ma che sono state escluse proprio per la mancanza del connotato territoriale. E che adesso - se il progetto sarà solido e convincente - potranno avere accesso invece a risorse che possono arrivare a una leva finanziaria di 136 milioni: 18 da Compagnia di San Paolo, altrettanti reindirizzati dal fondo RIF e 100 di plafond messo a disposizione da BEI, ma cui se ne potrebbero aggiungere altri 200 tramite altri intermediari europei. Si ragiona dunque in termini di debito (di prestiti), ma anche di formule di equity, dunque di partecipazioni azionarie, unica strada percorribile da un ente come la Compagnia di San Paolo.

"Si tratta di una collaborazione strutturata tra una realtà europea come BEI, nazionale come il Miur, ma anche enti privati come la Compagnia di San Paolo - spiega Dario Scannapieco, vicepresidente di BEI -: nasce un modo innovativo per usare i fondi strutturali, che crea possibilità nuove e coinvolgendo nelle iniziative proprio i privati per diffondere sul territorio le risorse. Equiter, in questo senso". Proprio Equiter, infatti - società partecipata al 33% da Compagnia di San Paolo, con Carla Patrizia Ferrari come presidente ed Enrico Bertoni direttore generale - creerà la newco che gestirà questo nuovo fondo.

"C'è un altro Sud rispetto a quello stereotipato del Mezzogiorno - dice Scannapieco -. C'è un territorio fatto di giovani brillanti e capaci, di start up importanti, un Sud che si mette in gioco". E ora la possibilità viene estesa anche a Nord. "Sarà possibile aumentare le risorse a favore di start up innovative e aziende ancora con poca bancabilità, ma che hanno bisogno di ragionamenti a medio e lungo termine", aggiunge Scannapieco.
Tra le aree di specializzazione individuate, si spazia dall'agrifood all'aerospazio, dal design alla chimica verde e all'energia. Solo per citarne alcune. 

"Questa cosa accade a Torino e proprio con Compagnia di San Paolo - sottolinea il presidente di CSP Francesco Profumo - sul solco dei principi che avevamo annunciato in questi ultimi anni: impegnare risorse che sappiano ripagarsi e generare nuove risorse da investire. La parte di innovazione, in particolare, non può essere finanziata a fondo perduto e bisogna mettere in gioco competenze in grado di seguire le idee che nascono, diventano start up e crescono, ma anche la finanza deve giocare il suo ruolo. Tramite Equiter abbiamo inizialmente partecipato al bando di BEI aggiungendo 18 milioni ai 124 messi a disposizione con Rif. Ci siamo così avvicinati alla Banca europea degli investimenti e ci siamo proposti per questo nuovo progetto che ha al suo interno una componente europea, una nazionale pubblica e una privata. Un meccanismo che vogliamo rendere scalabile, magari coinvolgendo anche altre fondazioni bancarie del Paese. Facciamo da apripista, ma con alcune fondazioni abbiamo già ragionato negli ultimi tempi".

"Vogliamo stabilire un rapporto di fiducia e di lungo termine con le imprese - prosegue Profumo - visto che siamo investitori di lungo periodo e istituzionali. Questo per confortare aziende piccole e a volte impaurite di perdere una qualche forma di ricchezza propria. Ci sono realtà meravigliose che hanno bisogno di essere aiutate".

"Il ponte Nord Sud - dice ancora Profumo - sta mostrando anche aspetti nuovi. Per esempio tra le aziende del Mezzogiorno che vengono accompagnate ci sono assunzioni di ingegneri del Politecnico di Torino, che tornano al Sud. È un qualcosa che va oltre la finanza, ma che punta sulle persone. Sarà sulle persone che si fonderà il nuovo rinascimento del Paese".

Le aziende che troveranno sostegno, dunque, dovranno mostrare una forte vocazione di ricaduta sociale e non solo di business. "Un buon business plan no basta, così come un'intuizione scientificamente valida - dice Carla Patrizia Ferrari -. Bisogna essere capaci di stare sul mercato, ma anche di generare benefici collettivi".

Massimiliano Sciullo

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