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Immortali | 01 aprile 2020, 09:27

Largo al buon senso nel calcio e nello sport

Insomma, anche in un momento tragico come quello che colpisce l'Italia, gli italiani dimostrano una capacità di reazione che nessuno ci avrebbe accreditato.

Largo al buon senso nel calcio e nello sport

E mentre i padroni del vapore del calcio che conta, sono li a leccarsi le ferite e a strapparsi i capelli, perché il loro dorato carrozzone si è fermato (screanzato sto Covid19, come s’è permesso), le società cercano di mettere una pezza al crollo degli utili e a pesanti perdite. Capofila, ma non c'è da stupirsi, di questo ridimensionamento salariale, o meglio di un taglio temporale degli stipendi, la Juventus.

Lo dico senza sarcasmo alcuno, anzi. Sono anni, almeno un decennio, che la società bianconera ha imboccato con decisione una modalità manageriale, improntata ai più rigidi criteri finanziari ed economici, di gestione e quindi è normale che abbia fatto da apripista. Una trattativa, tramite i senatori, nel chiuso dello spogliatoio, ed ecco servito il taglio che consentirà un risparmio di una novantina di milioni sugli ingaggi dei giocatori. Milan ed Inter hanno immediatamente drizzato le antenne, essendo con i bianconeri le società col monte ingaggi più elevato e ben felici, se possibile, di calmierarlo, anche solo pro tempore.

Ovviamente non potevano mancare i buontemponi di fede granata, che dopo essersi compiaciuti di quasi un mese di imbattibilità, dopo mesi di rovesci brucianti, ed aver gioito per lo scampato pericolo contagio, che non può aver colto i giocatori del Torino, che da mesi non si abbracciano per una rete segnata, ora sono lì a sghignazzare sulle potenziali ricadute, in casa granata, se anche Cairo, dopo essersi ripreso dalla figuraccia in mondovisione causata dal suo improvvido (non aggiungo altro) video di incoraggiamento ai suoi venditori di pubblicità, decidesse di percorrere la medesima strada. Da chi, pensando che il risparmio dei bianconeri equivale a molto di più del complessivo monte ingaggi annuale dei granata, e quindi ipotizza risparmi dell'ordine di pochi spiccioli a chi già immagina di dover aggiungere un posto a tavola, per sfamare i nostri poveri eroi ridotti sul lastrico da questo taglio a stipendi manco lontanamente paragonabili a quello di CR7.

Insomma, anche in un momento tragico come quello che colpisce l'Italia, gli italiani dimostrano una capacità di reazione che nessuno ci avrebbe accreditato. Sia in trincea, negli ospedali e nelle attività essenziali ancora aperte, con una dedizione ed uno spirito di sacrificio che male si accoppia a quella icona cialtronesca di pizza e mandolino che i nordeuropei ci hanno cucito addosso, che nel morale, tenuto alto da gesti di solidarietà inaspettati, come da una sana autoironia, stiamo dimostrando di essere migliori di molti che ci hanno criticato e ci stanno giudicando.

Il calcio, lo chiediamo per favore, sia all'altezza dei suoi tifosi, gente comune che si sta spaccando in quattro per arrivare a fine mese, magari vivo ed in salute e metta fine a questo grottesco insistere per concludere a qualsiasi costo un campionato ormai falsato e vuoto di significati. Rispetto per chi non c’è più, per chi sta soffrendo e per tutti noi, che usciremo con le ossa a pezzi da questa crisi sanitaria ed economica, vorrebbe che proprio da chi ne ha tanti, arrivassero soldi per chi ne ha bisogno, non che ne vengano chiesti.

Ma forse è chiedere troppo, ad un mondo viziato?

Domenico Beccaria

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